Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.
lunedì 18 ottobre 2010
La musica e il volo del cuore - Himalaya 2011
Aeroporto Malpensa, ore 21
Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.
Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.
Inizia il Viaggio - Himalaya 2011
Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21
Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.
Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.
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