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lunedì 27 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 26 agosto


E’ giunto il giorno della partenza da Vrindavana e un velo di malinconia è calato sui volti di alcuni di noi, che non vorrebbero lasciare l’atmosfera di questo luogo sacro, percepibile nonostante i forti contrasti della realtà esteriore. Chi ha potuto, si è recato un’ultima volta a far visita alle divinità del Tempio di Krishna-Balaram Mandir, portandosi nel cuore le loro immagini, i canti devoti e i penetranti profumi d’incenso e gelsomino dei fiori offerti sull’altare. Più di ogni altra cosa, chi ha partecipato agli incontri del mattino in questo luogo sacro, porterà con sé un senso di beatitudine e di armonia che potrà ricercare e praticare qualora lo desideri. Il senso di separazione e malinconia da questo luogo, potrà essere trasformato in un rinnovato sentimento di relazione con la parte più profonda di Sé e con Dio, ovunque ci si trovi.
Durante il viaggio in pullman verso Agra, vediamo scorrere la vita quotidiana in strada della popolazione locale.
Durante il tragitto, facciamo una sosta a Mathura e ci rechiamo in visita presso il tempio di Krishnajanmashthan.
Il luogo è presidiato dalla presenza di militari e polizia che svolge un accurato controllo all’ingresso. La rigorosità degli ufficiali e i tempi di attesa non condizionano l’umore del gruppo, che attende con pazienza e diligenza per visitare questo sacro luogo. Prima di entrare, viene offerta una lettura dal Libro di Krishna per dar modo di contestualizzare gli eventi e l’ambiente nel quale ci troviamo, laddove Krishna si è manifestato su questa terra, per rinnovare il messaggio spirituale.
La lettura ha offerto spunti di riflessione e sincero apprezzamento per l’universalità dei principi veicolati.
Addentrandosi nel tempio, tutti si sono posti in un naturale atteggiamento di umile reverenza, nonostante qualche disagio per lo spazio angusto e la folla che premeva. Due componenti del nostro gruppo sono state gratificate con una profumata ghirlanda di fiori ricevuta in dono e che prima era stata offerta alle Divinità sull'altare.
Abbiamo poi proseguito il viaggio sino a giungere ad Agra, città caratterizzata dalla forte influenza storica musulmana e luogo del celebrato monumento “Taj Mahal”, meta nella quale soggiorneremo per alcuni giorni.

domenica 30 ottobre 2011

Il viaggio continua - Himalaya 2011

15 ottobre 2011

Ieri abbiamo trascorso tutto il giorno in viaggio. Da Uttarkashi occorrono infatti più di nove ore per arrivare a Rishikesh.

Stamani mattina ci rechiamo su di una spiaggetta a Rama Jhula, per ascoltare l'ultima lezione di questo seminario sulle rive di Madre Ganga. Guru Maharaja ci spiega le convergenze e le differenze tra Yoga e Psicoterapia. In comune queste discipline hanno l'intento di ridurre ed eliminare le distorsioni e le variazioni psichiche, seppur con l'utilizzo di metodologie diverse, ma lo Yoga - a differenza della Psicoterapia - prende in considerazione anche un'altra e superiore dimensione dell'essere che è quella spirituale.

sabato 29 ottobre 2011

Nel cuore dell'India - Himalaya 2011

13 ottobre 2011

Siamo partiti stamani mattina alle 9 da Gangotri e da poco, all'ora di pranzo, siamo arrivati ad Uttarkashi. Qui il clima è molto diverso. Ci siamo tolti maglioni e giacche a vento. Siamo a 1351 metri di altitudine.

Ora siamo nel giardino dell'Hotel Shivaling e ascoltiamo la lezione di Marco Ferrini, che sta rispondendo alle nostre domande.



mercoledì 26 ottobre 2011

Ultima lezione a Rishikesh - Himalaya 2011

Rishikesh, 7 ottobre 2011

Come tutte le mattine andiamo a cantare i santi Nomi lungo il fiume sacro. E' uno dei momenti più belli della giornata. Poi dalle 6.30 alle 7.30 facciamo un'ora di asana Yoga e pranayama.

Meditazione sulle rive del Gange

mercoledì 19 ottobre 2011

L'arrivo in India - Himalaya 2011

Delhi, 2 ottobre 2011

Alle cinque ore italiane siamo vicini a Delhi. Ci sveglia la sistematica e puntuale assistenza delle hostess, e la luce abbagliante del sole che proviene dai finestrini. Dall'alto la terra sembra tutt'altra cosa: cambia la prospettiva, e con essa cambiano il pensiero, le emozioni e la consapevolezza. Da quassù le vicende quotidiane degli umani appaiono piccole, ridimensionate, quasi nemmeno si vedono. Si percepisce invece che c'è molto oltre e che qualcuno dall'alto ti sta a guardare.

L'arrivo in India - Himalaya 2011

Mentre stiamo atterrando iI comandante di bordo ci invita a guardare un breve video su Indira Gandhi, di cui l'aeroporto dove stiamo atterrando porta il nome. Siamo stimolati così ad avere i primi contatti con la cultura dell'India, con l'animus indiano, con le radici della sua storia che si estendono fino al suo presente. Le ali dell'aereo sembra che tremino mentre si avvicinano a terra. Ed eccoci finalmente sbarcati in India! Inizia l'avventura.

martedì 18 ottobre 2011

La musica e il volo del cuore - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, ore 21

Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.

 Il flauto sul cuore

domenica 27 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VIII

27 febbraio 2011  - Lezione presso il Tempio Tirupati sul tema della famiglia


Questa mattina Shrila Gurudeva ha tenuto una lezione presso il Tempio di Tirupati sull'argomento della famiglia. E' stata un'occasione importante per riflettere su una tematica delicata inerente nello specifico il concetto di responsabilità, che riguarda non solo coloro che hanno fatto una scelta di grihasta ashrama ma anche coloro che hanno scelto la via della rinuncia. “Quel che mi preme e mi sta a cuore condividere con voi, prima di toccare l'argomento per il quale mi è stato chiesto di intervenire, è esprimere la mia profonda gioia e gratitudine per essere qui oggi a parlare di un tema così importante come quello relativo al grihasta ashrama.
Circa 35 anni fa ho avuto la misericordia di incontrare Shrila Prabhupada. Quello è stato sicuramente il giorno più bello e importante della mia vita. Durante il nostro colloquio Shrila Prabhupada pose tutta l'enfasi sulla necessità di diventare devoto, mi suggerì di parlare ai miei amici di questa scelta e di divulgare il sapere della Bhagavad Gita. Alla fine Shrila Prabhupada mi fece una domanda molto diretta: “Any problems?” Io risposi: “Se io sto con Te, Shrila Prabhupada, con questi devoti e in un'atmosfera come questa non ho problemi, ma se torno a casa sì: sto per sposarmi e ho una vita sociale molto intensa, essendo responsabile di sei aziende e membro di diverse associazioni, prevedo molte difficoltà...”.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VIII

27 febbraio 2011  - Lezione presso il Tempio Tirupati sul tema della famiglia


Questa mattina Shrila Gurudeva ha tenuto una lezione presso il Tempio di Tirupati sull'argomento della famiglia. E' stata un'occasione importante per riflettere su una tematica delicata inerente nello specifico il concetto di responsabilità, che riguarda non solo coloro che hanno fatto una scelta di grihasta ashrama ma anche coloro che hanno scelto la via della rinuncia. “Quel che mi preme e mi sta a cuore condividere con voi, prima di toccare l'argomento per il quale mi è stato chiesto di intervenire, è esprimere la mia profonda gioia e gratitudine per essere qui oggi a parlare di un tema così importante come quello relativo al grihasta ashrama.
Circa 35 anni fa ho avuto la misericordia di incontrare Shrila Prabhupada. Quello è stato sicuramente il giorno più bello e importante della mia vita. Durante il nostro colloquio Shrila Prabhupada pose tutta l'enfasi sulla necessità di diventare devoto, mi suggerì di parlare ai miei amici di questa scelta e di divulgare il sapere della Bhagavad Gita. Alla fine Shrila Prabhupada mi fece una domanda molto diretta: “Any problems?” Io risposi: “Se io sto con Te, Shrila Prabhupada, con questi devoti e in un'atmosfera come questa non ho problemi, ma se torno a casa sì: sto per sposarmi e ho una vita sociale molto intensa, essendo responsabile di sei aziende e membro di diverse associazioni, prevedo molte difficoltà...”.

mercoledì 17 novembre 2010

Trekking spirituale dull’Himalaya – IX parte

A mezza mattina di lunedì 12 partiamo in tre, Keshava, Francesco ed io per guadagnare la cresta da cui si dovrebbe vedere bene il monte Meru ed il ghiacciaio che lì si origina e ci separa dal Brighupanth. C'è nebbia e l'accordo con Mr Rana è che lui ci raggiungerà  per condurci ad un punto panoramico verso il monte Meru solo se il tempo si alzerà, per questo gli ho lasciato la ricevente. La nostra ascensione è poco impegnativa perché viaggiamo leggeri e quando raggiungiamo la sommità l'altimetro mi da poco meno di 4800 metri. Siamo nella nebbia, si vedono solo delle bandierine tibetane tese tra due  massi a sventolare le loro preghiere e ad indicare l'inizio della cresta dello Shivalinga; dietro e a destra di noi qualche tonfo ci ricorda che anche il ghiacciaio Meru è vivo.

Trekking spirituale dull’Himalaya – IX parte

A mezza mattina di lunedì 12 partiamo in tre, Keshava, Francesco ed io per guadagnare la cresta da cui si dovrebbe vedere bene il monte Meru ed il ghiacciaio che lì si origina e ci separa dal Brighupanth. C'è nebbia e l'accordo con Mr Rana è che lui ci raggiungerà  per condurci ad un punto panoramico verso il monte Meru solo se il tempo si alzerà, per questo gli ho lasciato la ricevente. La nostra ascensione è poco impegnativa perché viaggiamo leggeri e quando raggiungiamo la sommità l'altimetro mi da poco meno di 4800 metri. Siamo nella nebbia, si vedono solo delle bandierine tibetane tese tra due  massi a sventolare le loro preghiere e ad indicare l'inizio della cresta dello Shivalinga; dietro e a destra di noi qualche tonfo ci ricorda che anche il ghiacciaio Meru è vivo.

Trekking spirituale dull’Himalaya – VI parte

Mercoledì otto, al mattino, sadhana nel tempio vaishnava e puja, i rituali sono un po' diversi ma si parla la stessa lingua. E' come essere a casa, mi correggo é come sentirsi a proprio agio ovunque perché meditazione sul japa mala fatta bene ci mette in quella disposizione interiore per cui il benessere non dipende più dall'esterno. Più tardi facciamo riprese, fotografie, e incontriamo all'albergo una spedizione di francesi di Chamonix, che tentano la scalata del monte Bhagirati II, lungo lo spigolo nord-ovest. E’ un 7.000mt che vogliono conquistare con tre campi e una settimana di tempo. Non li ho più incontrati, non credo ce l'abbiano fatta. 
Giovedì nove, contrariamente alle previsioni è una bella giornata ed al mattino presto incontriamo un sadhu luminoso che gioiosamente, si rivolge a Madhumangala e me dicendo che Dio è uno e che non c’è un Dio degli Hindu.

Trekking spirituale dull’Himalaya – VI parte

Mercoledì otto, al mattino, sadhana nel tempio vaishnava e puja, i rituali sono un po' diversi ma si parla la stessa lingua. E' come essere a casa, mi correggo é come sentirsi a proprio agio ovunque perché meditazione sul japa mala fatta bene ci mette in quella disposizione interiore per cui il benessere non dipende più dall'esterno. Più tardi facciamo riprese, fotografie, e incontriamo all'albergo una spedizione di francesi di Chamonix, che tentano la scalata del monte Bhagirati II, lungo lo spigolo nord-ovest. E’ un 7.000mt che vogliono conquistare con tre campi e una settimana di tempo. Non li ho più incontrati, non credo ce l'abbiano fatta. 
Giovedì nove, contrariamente alle previsioni è una bella giornata ed al mattino presto incontriamo un sadhu luminoso che gioiosamente, si rivolge a Madhumangala e me dicendo che Dio è uno e che non c’è un Dio degli Hindu.

Trekking spirituale dull’Himalaya – IV parte

Dopo numerosi tentativi  riusciamo a contattare Mr Chandan che ci ha promesso la jeep che ci porterà ad Uttarkashi. Con una puntualità insolita l'autista alle otto si trova davanti all'albergo con la macchina pronta. E' il momento dei saluti. Il Maestro ci da le sue benedizioni, i confratelli ci salutano e in un istante siamo in viaggio, da soli, verso la meta. Abbiamo visto le foto dei posti dove andremo, li abbiamo già sorvolati con Google Earth ma rimangono ignoti, luoghi da scoprire passo dopo passo pensando a chi prima di noi ha calcato quella polvere. Il primo incontro é con dei giganteschi e sgraziati avvoltoi che all'arrivo della jeep si alzano in volo e diventano elegantissimi. Con le ali enormi dispiegate veleggiano senza il minimo sforzo, osservandoci.

Trekking spirituale dull’Himalaya – IV parte

Dopo numerosi tentativi  riusciamo a contattare Mr Chandan che ci ha promesso la jeep che ci porterà ad Uttarkashi. Con una puntualità insolita l'autista alle otto si trova davanti all'albergo con la macchina pronta. E' il momento dei saluti. Il Maestro ci da le sue benedizioni, i confratelli ci salutano e in un istante siamo in viaggio, da soli, verso la meta. Abbiamo visto le foto dei posti dove andremo, li abbiamo già sorvolati con Google Earth ma rimangono ignoti, luoghi da scoprire passo dopo passo pensando a chi prima di noi ha calcato quella polvere. Il primo incontro é con dei giganteschi e sgraziati avvoltoi che all'arrivo della jeep si alzano in volo e diventano elegantissimi. Con le ali enormi dispiegate veleggiano senza il minimo sforzo, osservandoci.

Trekking spirituale sulle vette dell'Himalaya (2010)

Al Maestro che è sempre stato nei nostri cuori.
Novembre 2010


PRIMA PARTE


Curioso come un viaggio si dilata nel tempo! Non inizia imbarcandosi sull'aereo e non finisce al ritorno riprendendo il bagaglio. Comincia molti mesi prima, forse con la prima fantasia sulle alte montagne Himalayane, con la preparazione tecnica, con le telefonate, le letture, le aspettative che spesso sono un tentativo di cogliere quel riverbero che un avvenimento proietta prima e dopo nel tempo.
Questo viaggio è, per gran parte, una nostra creatura, un mix d’immaginazione, volontà e fatti concreti. Realtà e proiezione nostra. Tutto quello che abbiamo vissuto durante il viaggio, gli incontri che abbiamo avuto: da quelli elevatissimi o di forte spessore umano a quelli indisponenti, agli incontri con gli animali, è un nostro prodotto, ce lo siamo cercato. Anche il tipo di energia che ha animato il viaggio è nostra. Tutto il resto l'ha messo l'India o meglio, il Sacro dell'India. Non so quantificare, è così intimamente mescolato che ora, a casa, occorre vestirsi di nuovo da viaggiatori interiori, da entronauti per dirla come Scansiani, per cercare l'oro nella miniera. E il viaggio continua.

Trekking spirituale sulle vette dell'Himalaya (2010)

Al Maestro che è sempre stato nei nostri cuori.
Novembre 2010


PRIMA PARTE


Curioso come un viaggio si dilata nel tempo! Non inizia imbarcandosi sull'aereo e non finisce al ritorno riprendendo il bagaglio. Comincia molti mesi prima, forse con la prima fantasia sulle alte montagne Himalayane, con la preparazione tecnica, con le telefonate, le letture, le aspettative che spesso sono un tentativo di cogliere quel riverbero che un avvenimento proietta prima e dopo nel tempo.
Questo viaggio è, per gran parte, una nostra creatura, un mix d’immaginazione, volontà e fatti concreti. Realtà e proiezione nostra. Tutto quello che abbiamo vissuto durante il viaggio, gli incontri che abbiamo avuto: da quelli elevatissimi o di forte spessore umano a quelli indisponenti, agli incontri con gli animali, è un nostro prodotto, ce lo siamo cercato. Anche il tipo di energia che ha animato il viaggio è nostra. Tutto il resto l'ha messo l'India o meglio, il Sacro dell'India. Non so quantificare, è così intimamente mescolato che ora, a casa, occorre vestirsi di nuovo da viaggiatori interiori, da entronauti per dirla come Scansiani, per cercare l'oro nella miniera. E il viaggio continua.

lunedì 18 ottobre 2010

La musica e il volo del cuore - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, ore 21

Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.

 Il flauto sul cuore

venerdì 2 ottobre 2009

Alla Ricerca del Sacro, dal 16 ottobre al 3 novembre 2009

Faremo un viaggio in altre dimensioni che lascerà memorie senza tempo, con indimenticabili albe e tramonti sui fiumi sacri del Gange e della Yamuna, le cui acque ci parlano di antichi apprendimenti, di sacri messaggi lanciati all’uomo dall’aldilà.

Durante il seminario parteciperemo a lezioni sullo Yoga alla ricerca delle potenzialità spirituali più elevate dell'essere umano, visiteremo antichi Templi ascoltando insegnamenti sulla storia di quei monumenti artistici e delle Murti (immagini divine) che vi hanno dimora, e ci immergeremo in suggestivi racconti di grandi personalità sante e mistici, che hanno vissuto in questi luoghi sacri e che continuano a vivere tutt’oggi grazie alle loro opere e ai loro insegnamenti di vita.

Alla Ricerca del Sacro, dal 16 ottobre al 3 novembre 2009

Faremo un viaggio in altre dimensioni che lascerà memorie senza tempo, con indimenticabili albe e tramonti sui fiumi sacri del Gange e della Yamuna, le cui acque ci parlano di antichi apprendimenti, di sacri messaggi lanciati all’uomo dall’aldilà.

Durante il seminario parteciperemo a lezioni sullo Yoga alla ricerca delle potenzialità spirituali più elevate dell'essere umano, visiteremo antichi Templi ascoltando insegnamenti sulla storia di quei monumenti artistici e delle Murti (immagini divine) che vi hanno dimora, e ci immergeremo in suggestivi racconti di grandi personalità sante e mistici, che hanno vissuto in questi luoghi sacri e che continuano a vivere tutt’oggi grazie alle loro opere e ai loro insegnamenti di vita.