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giovedì 20 ottobre 2011

La prima lezione sul Gange - Himalaya 2011

Rishikesh, 3 ottobre 2011 mattina

Siamo finalmente vicini a Madre Ganga, poco dopo il ponte di Ramjhula, seduti su di una spiaggetta sotto l'ombra di un albero baniano, con una brezza leggera che ci sfiora: porta il prana del grande fiume. Qui Marco Ferrini tiene il primo incontro del Seminario.

“Athato yoga anushasanam: “Ora la disciplina dello Yoga”. Yoga città vritti nirodha: “Lo Yoga è il controllo delle variazioni della mente”.

E' una pratica difficile, specialmente per chi è soggetto ad instabilità psichica, emozionale ed affettiva, a cambi d'umore improvvisi, ma sono proprio queste persone che avrebbero più bisogno di dedicarsi a questa antica disciplina: arte e scienza del vivere. Una mente fuori controllo è il nostro nemico peggiore, così spiega Krishna ad Arjuna nella Bhagavad-gita.

La prima lezione sul Gange - Himalaya 2011

martedì 18 ottobre 2011

Inizia il Viaggio - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21

Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.

sabato 26 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte

26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami


Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte

26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami


Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.

mercoledì 17 novembre 2010

Trekking spirituale dull’Himalaya – XIII parte

19  Hotel Dipin, giornata di attesa, ha piovuto tutta la notte e tutta la notte ho sognato Gurudeva e i confratelli, piove ininterrottamente da 48 ore, la Yamuna si è trasformata in una corsa di tori inferociti e mugghianti e fa impressione, continua a crescere ed ora riceve acqua da un nuovo affluente che è la strada di Syani Chatti che si è trasformata in un torrentello, parte una squadra di giovani con i bastoni alla ricerca dell'indiano finito ieri nel fiume. Facciamo continui briefing ma dipendiamo da Indra, deva della pioggia. La montagna continua a franare e la strada che scende a Barkot è interrotta in più punti, una trentina di persone che aveva tentato l'avventura devono rientrare perché la corriera è intrappolata fra due frane e partono dei conducenti con i muli per recuperare i bagagli.
Siamo a tavola per il pranzo che è un po' ripetitivo ma per noi va bene, per i francesi un po' meno infatti al mattino il più anziano aveva chiesto a Keshava cosa diceva di mangiare un ossobuco, quando sentiamo delle grida provenire dalla strada di là dal fiume, usciamo e vediamo alcune persone che corrono per evitare dei massi che franano dal costone ripido della montagna, alcuni sono grandi come i tavoli del ristorante.

Trekking spirituale dull’Himalaya – XIII parte

19  Hotel Dipin, giornata di attesa, ha piovuto tutta la notte e tutta la notte ho sognato Gurudeva e i confratelli, piove ininterrottamente da 48 ore, la Yamuna si è trasformata in una corsa di tori inferociti e mugghianti e fa impressione, continua a crescere ed ora riceve acqua da un nuovo affluente che è la strada di Syani Chatti che si è trasformata in un torrentello, parte una squadra di giovani con i bastoni alla ricerca dell'indiano finito ieri nel fiume. Facciamo continui briefing ma dipendiamo da Indra, deva della pioggia. La montagna continua a franare e la strada che scende a Barkot è interrotta in più punti, una trentina di persone che aveva tentato l'avventura devono rientrare perché la corriera è intrappolata fra due frane e partono dei conducenti con i muli per recuperare i bagagli.
Siamo a tavola per il pranzo che è un po' ripetitivo ma per noi va bene, per i francesi un po' meno infatti al mattino il più anziano aveva chiesto a Keshava cosa diceva di mangiare un ossobuco, quando sentiamo delle grida provenire dalla strada di là dal fiume, usciamo e vediamo alcune persone che corrono per evitare dei massi che franano dal costone ripido della montagna, alcuni sono grandi come i tavoli del ristorante.

lunedì 18 ottobre 2010

Inizia il Viaggio - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21

Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.

mercoledì 25 agosto 2010

Sulla via dello Yoga e delle sacre confluenze (2010) con Marco Ferrini

“Alla ricerca del Sacro: sulla via dello Yoga e delle sacre confluenze”.
Seminario con Marco Ferrini (Matsyavatar das)


25 Agosto 2010, “La Partenza”

Sono quasi le 18. Siamo sul volo da Bologna verso Monaco, da dove poi prenderemo l'aereo verso Nuova Delhi.
Dai piccoli finestrini dell'aereo vediamo al di sotto di noi soffici cumuli di nuvole bianche. Scopriamo nuove prospettive. Inizia il nostro Viaggio. Stiamo volando ad una quota di 7600 metri, ci dice il pilota che ci dà il benvenuto.
Diversi tra noi si conoscono, ma ci sono anche tanti volti nuovi, persone con le quali entrare in relazione, con cui condividere questa esperienza speciale che ci accomuna. Già sentiamo che qualcosa di profondo ci unisce, anche se ancora non conosciamo tutti i nostri nomi.
Esperienze come queste sono uniche in una vita, perché la meta che perseguiamo in questo viaggio non è esteriore: è dentro di noi. Siamo qui perché desideriamo scoprire quella dimensione spirituale dell'essere in cui realizzare la Gioia e l'Amore.

Sulla via dello Yoga e delle sacre confluenze (2010) con Marco Ferrini

“Alla ricerca del Sacro: sulla via dello Yoga e delle sacre confluenze”.
Seminario con Marco Ferrini (Matsyavatar das)


25 Agosto 2010, “La Partenza”

Sono quasi le 18. Siamo sul volo da Bologna verso Monaco, da dove poi prenderemo l'aereo verso Nuova Delhi.
Dai piccoli finestrini dell'aereo vediamo al di sotto di noi soffici cumuli di nuvole bianche. Scopriamo nuove prospettive. Inizia il nostro Viaggio. Stiamo volando ad una quota di 7600 metri, ci dice il pilota che ci dà il benvenuto.
Diversi tra noi si conoscono, ma ci sono anche tanti volti nuovi, persone con le quali entrare in relazione, con cui condividere questa esperienza speciale che ci accomuna. Già sentiamo che qualcosa di profondo ci unisce, anche se ancora non conosciamo tutti i nostri nomi.
Esperienze come queste sono uniche in una vita, perché la meta che perseguiamo in questo viaggio non è esteriore: è dentro di noi. Siamo qui perché desideriamo scoprire quella dimensione spirituale dell'essere in cui realizzare la Gioia e l'Amore.