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giovedì 23 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 23 agosto


In visita al tempio di Radha Damodara abbiamo ripercorso la storia del suo fondatore Shrila Jiva Gosvami e della sua intensa devozione nella relazione con Caitanya Mahaprabhu. Gli aneddoti storici ci hanno permesso di  apprezzare  qualità come l’umiltà e la fedeltà di queste sante figure. Il tempio in un suggestivo percorso ha permesso al gruppo di fare visita anche ad importanti samadhi dove sono ricordati o conservati i corpi di importanti esponenti della cultura dello yoga della bhakti tra cui Rupa Gosvami, Bhaktisiddanta Sarasvati e Jiva Gosvami stesso.
Un altro importante appuntamento è stato il ritrovo nella stanza dove Shrila Prabhupada ha scritto molti dei suoi testi devozionali, soggiornato e dormito. Una delle componenti del Gruppo ha poi condiviso  le sue intense emozioni  e  l’ importanza di essere in questo luogo pensando al Maestro Marco Ferrini e al suo progetto, e capire come la spiritualità si possa trasformare in fede e religione e in un Dio in cui si può credere, “essere qui mette in moto quella sensibilità più profonda per la quale non si trovano le parole, qui ho una visione ancora più chiara del processo del mio percorso”
 il gruppo conclude l’esperienza intonando un canto spirituale in onore di Shrila Prabhupada accompagnato del suono dei Karatalas e soprattutto dalla intensa emozione dei partecipanti.

giovedì 16 febbraio 2012

Viaggio nel sacro al Sud dell'India dal 3 al 18 Marzo 2012

Cari amici, care amiche,
vi  invitiamo al nostro prossimo Viaggio dell’Anima

dal 3 al 18 Marzo 2012
Viaggio nel sacro al Sud dell'India

Spiritualità, misticismo, poesia e storia nella vita e nelle opere
degli Alvar e di Shri Caitanya Mahaprabhu

Il Viaggio con noi é:
un percorso affascinante nelle due regioni più importanti del sud dell'India: il Tamil Nadu e l’Andhra Pradesh.
Visite a luoghi unici al mondo per la loro intensa spiritualità espressa nella vita di tutti i giorni, ricchi di cultura,  arte,  storia, e suggestivi paesaggi naturali che stimolano la visione interiore.

martedì 18 ottobre 2011

Inizia il Viaggio - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21

Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.

sabato 26 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte

26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami


Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte

26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami


Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.

mercoledì 23 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - IV Parte

23 febbraio 2011
Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar

Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto. Le precedenti volte ero venuto per lavoro, poiché avevo una collaborazione con l'Indian Institute of Technology. Ogni viaggio è sempre stato diverso dal precedente, e anche questo naturalmente lo è. Diverso perché è diverso il gruppo, altre dinamiche, altri luoghi. Diverso perché l'India è un paese in continua trasformazione e cambia proprio a vista d'occhio. Tuttavia si avverte sempre la potenza spirituale che fa da base ad un Cultura particolare, che ha resistito alle tante invasioni di popoli che hanno cercato, senza successo, di imporre nuove visioni.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - IV Parte

23 febbraio 2011
Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar

Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto. Le precedenti volte ero venuto per lavoro, poiché avevo una collaborazione con l'Indian Institute of Technology. Ogni viaggio è sempre stato diverso dal precedente, e anche questo naturalmente lo è. Diverso perché è diverso il gruppo, altre dinamiche, altri luoghi. Diverso perché l'India è un paese in continua trasformazione e cambia proprio a vista d'occhio. Tuttavia si avverte sempre la potenza spirituale che fa da base ad un Cultura particolare, che ha resistito alle tante invasioni di popoli che hanno cercato, senza successo, di imporre nuove visioni.

mercoledì 17 novembre 2010

Trekking spirituale dull’Himalaya – X parte

Al mattino iniziamo la ripida discesa salutando con il cuore Tapovan, i sadhu nei loro ripari e lo Shivalinga che ormai non riusciamo più a vedere. Dobbiamo proprio partire, Yamunotri, la seconda meta, ci sta chiamando. Scendiamo rapidamente per il sentiero ripido attraversiamo la morena che non permette distrazioni e quando arriviamo all'ultimo salto di roccia  diverse scariche di sassi accompagnati dai tipici fischi e tonfi richiamano la nostra attenzione; è la montagna che ci saluta. I sassi finiscono in una valletta vicino al sentiero. Questo è anche l'ultimo punto per riprendere dall'alto il fronte terminale del ghiacciaio e Keshava è al lavoro. E’ uno spettacolo indimenticabile, siamo davanti alla forza della natura, la parete di ghiaccio vivo si estende frastagliata ad anfiteatro, pinnacoli di ghiaccio dai riflessi verdastri sembrano sul punto di cadere dall'alto da un momento all'altro nell'acqua gelida e qualche masso della morena sceglie di fare il grande salto proprio ora.

Trekking spirituale dull’Himalaya – X parte

Al mattino iniziamo la ripida discesa salutando con il cuore Tapovan, i sadhu nei loro ripari e lo Shivalinga che ormai non riusciamo più a vedere. Dobbiamo proprio partire, Yamunotri, la seconda meta, ci sta chiamando. Scendiamo rapidamente per il sentiero ripido attraversiamo la morena che non permette distrazioni e quando arriviamo all'ultimo salto di roccia  diverse scariche di sassi accompagnati dai tipici fischi e tonfi richiamano la nostra attenzione; è la montagna che ci saluta. I sassi finiscono in una valletta vicino al sentiero. Questo è anche l'ultimo punto per riprendere dall'alto il fronte terminale del ghiacciaio e Keshava è al lavoro. E’ uno spettacolo indimenticabile, siamo davanti alla forza della natura, la parete di ghiaccio vivo si estende frastagliata ad anfiteatro, pinnacoli di ghiaccio dai riflessi verdastri sembrano sul punto di cadere dall'alto da un momento all'altro nell'acqua gelida e qualche masso della morena sceglie di fare il grande salto proprio ora.

Trekking spirituale dull’Himalaya – IX parte

A mezza mattina di lunedì 12 partiamo in tre, Keshava, Francesco ed io per guadagnare la cresta da cui si dovrebbe vedere bene il monte Meru ed il ghiacciaio che lì si origina e ci separa dal Brighupanth. C'è nebbia e l'accordo con Mr Rana è che lui ci raggiungerà  per condurci ad un punto panoramico verso il monte Meru solo se il tempo si alzerà, per questo gli ho lasciato la ricevente. La nostra ascensione è poco impegnativa perché viaggiamo leggeri e quando raggiungiamo la sommità l'altimetro mi da poco meno di 4800 metri. Siamo nella nebbia, si vedono solo delle bandierine tibetane tese tra due  massi a sventolare le loro preghiere e ad indicare l'inizio della cresta dello Shivalinga; dietro e a destra di noi qualche tonfo ci ricorda che anche il ghiacciaio Meru è vivo.

Trekking spirituale dull’Himalaya – IX parte

A mezza mattina di lunedì 12 partiamo in tre, Keshava, Francesco ed io per guadagnare la cresta da cui si dovrebbe vedere bene il monte Meru ed il ghiacciaio che lì si origina e ci separa dal Brighupanth. C'è nebbia e l'accordo con Mr Rana è che lui ci raggiungerà  per condurci ad un punto panoramico verso il monte Meru solo se il tempo si alzerà, per questo gli ho lasciato la ricevente. La nostra ascensione è poco impegnativa perché viaggiamo leggeri e quando raggiungiamo la sommità l'altimetro mi da poco meno di 4800 metri. Siamo nella nebbia, si vedono solo delle bandierine tibetane tese tra due  massi a sventolare le loro preghiere e ad indicare l'inizio della cresta dello Shivalinga; dietro e a destra di noi qualche tonfo ci ricorda che anche il ghiacciaio Meru è vivo.

lunedì 18 ottobre 2010

Inizia il Viaggio - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21

Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.