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lunedì 3 settembre 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 1 settenbre


Il gruppo con il brahmino che ci ha invitati a pranzo
Iniziamo la giornata con l’ultimo incontro del mattino, reso ancora più intenso e importante grazie all’ascolto di una lezione registrata di Marco Ferrini, Shriman Matsyavatara Prabhu, che innalza il senso di consapevolezza del gruppo e del processo interiore in corso favorito da questo Viaggio dell’Anima. Dalla sua voce, che
alcuni commentano “risuonare come una melodia”, apprendiamo la differenza inconciliabile - se rimaniamo nei parametri mondani - tra realtà e illusione, tra gusto superiore e gusto inferiore. 
Quando il ricercatore ha assaporato anche una piccola goccia di quest’Oceano di Amore e Compassione, la sua ricerca spirituale non può che continuare sulla scia di Maestri Illuminati. L’Amore Universale dato e ricevuto è una qualità funzionale, intrinseca, essenziale al Vivere. 
A queste parole seguono profonde riflessioni e l'esternazione di un profondo senso di gratitudine. 
Qualcuno dichiara di aver finalmente trovato il proprio percorso e che questo viaggio è solo l’inizio di uno ancora più importante, quello della Conoscenza Spirituale. Per qualcun altro rappresenta la riappacificazione con il Divino, espressa tra le lacrime. Un Dio che accoglie e abbraccia tutti senza badare a denominazioni e senza bisogno di alcun dogma. 
Tutti esprimono il desiderio, per alcuni addirittura una necessità, di dare continuità al rientro e di mantenere il contatto e le relazioni. Tutti hanno scoperto qualcosa di sé, attingendo alla parte migliore del loro essere, e l’intento comune è di procedere in direzione di questa nuova luce che ci unisce.
Con questo spirito ci avviamo all’appuntamento delle 11.30 presso il tempio di Vinodilal, dove il Brahmino e alcuni devoti ci attendono. Intoniamo l'ultimo bhajan di questo nostro viaggio, raccolti in cerchio di fronte alle Divinità e al termine del quale siamo invitati ad accomodarci in un’ala del tempio dove ci viene servito il pranzo prasada. Tutto é pregno di significato, dalla generosità e abbondanza delle pietanze, all’umiltà con cui i devoti riempiono i nostri piatti e attendono di mangiare solo una volta certi che tutti noi siamo sazi. Non sappiamo come contraccambiare tanta ospitalità, se non adattandoci con gioia e gratitudine alle usanze locali, sedendoci sul pavimento e imparando a rispettare il cibo 
con l’uso della mano destra, un atto quanto mai naturale anche se dimenticato. L’imbarazzo iniziale si trasforma in scoperta di gesti e gusti nuovi, in perfetta armonia con la tradizione classica indovedica. Ci sentiamo ancora più intimamente uniti tra noi, attratti e partecipi a quest’antica cultura ed intensa spiritualità, che abbiamo ri-trovato grazie ad un atto di volontà e alla buona predisposizione che ognuno ha avuto in questo Viaggio alla Ricerca del Sacro.

sabato 1 settembre 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 31 agosto

La divinità di Vinodilal
La partenza è ormai prossima, ciò contribuisce a rendere ancora più sentita e viva la partecipazione del gruppo agli incontri delle sette di mattino. L’intensità della condivisione aumenta, quasi a compensare il poco tempo rimasto per stare insieme, avvolti in un caldo abbraccio famigliare e in una dimensione spirituale.
Alcuni partecipanti chiedono di approfondire temi come la capacità di discernimento o i sensi di colpa, che generano riflessioni e testimonianze spontanee e vere. Stimolanti sono le domande sull’origine e la causa della sofferenza, la responsabilità della onsapevolezza individuale e dell’agire collettivo e ognuno offre la propria visione, in una prospettiva di speranza e trasformazione. 
La vera conquista è quella realizzazione di coscienza che favorisce la relazione interiore con il divino e qualcuno rivela di averlo percepito qui per la prima volta.

venerdì 31 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 30 agosto


Alle sette del mattino iniziamo la giornata con il consueto incontro sulla cultura dello yoga e la scienza della meditazione raccolti nel caratteristico hotel, dal gusto quasi barocco, che ci ospita. Ci raduniamo per questo primo incontro del giorno nella veranda all’aperto del terzo piano contraddistinto dalla architettura tipica delle regge del Rajastan. Le tematiche affrontate ci aiutano a riconquistare il senso del sacro in questo nostro viaggio e a prendere coscienza del fatto che siamo in uno dei luoghi di pellegrinaggio più affascinanti dell’India. Il rischio è di distrarci e di lasciarci confondere dai variopinti colori, dai suoni e dai sapori tipici di questa caratteristica area geografica, senza andare in profondità. Ma l'attenzione del gruppo è benorientata sulle motivazioni principali di questo viaggio, ovvero la spiritualità e la ricerca interiore. A metà mattinata andiamo a visitare la Divinità  di Sri Govindaji installata originariamente 5000 anni fa a Vrindavana da un pronipote di Krishna. E' una delle quattro Divinità principali del

giovedì 30 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 29 agosto


Alle ore quattro e mezzo del mattino ci ritroviamo pronti con le valige per partire in direzione di Karauli per poi proseguire verso Jaipur. Carichiamo le auto monovolume appositamente scelte per affrontare il percorso immerso nella rigogliosa piana del Rajastan. Arrivati a Karauli, villaggio poco conosciuto e fuori dai circuiti turistici, ci addentriamo nei vicoli stretti e tortuosi della cittadina rasentando i muri e i negozietti delle stradine che brulicano di vita per raggiungere uno slargo adatto a parcheggiare nei pressi del tempio dove è presente la divinità originale di Madhana Mohana. Le quasi cinque ore di viaggio sono state ben ripagate dalla esperienza unica e significativa di questo speciale Darshana. I devoti locali, gentili ed accoglienti, ci hanno accolto con curiosità e sorpresa anche qui salutandoci con il consueto “Radhe Radhe”. Madanamohana significa "colui che può incantare anche Cupido". Advaita-acarya ha trovato la Divinità nei pressi della collina dvadasatiya a Vrindavana e prima della sua partenza per Navadvipa l’ha affidata al

mercoledì 29 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 28 agosto


Oggi pomeriggio siamo usciti per l’ultima tappa del soggiorno ad Agra. Ci siamo recati al tempio di Radhe e Krishna per il saluto alle Divinità prima della partenza. Arriviamo con i rickshaw nel vicoletto stretto che porta all’accesso del piccolo tempio attraverso una corte alla cui sinistra si intravedono le classi di una scuola elementare. Ci sediamo in cerchio nella veranda mattonellata di poche decine di metri quadrati per ascoltare la lezione sul sistema socio spirituale tradizionale della cultura vedica (varnashramadharma) e i suoi quattro stadi di emancipazione dharma, artha, kama e moksha. Attraverso le domande dei partecipanti si coglie l’occasione di contestualizzare nel qui ed ora quei principi di valore universale, che ieri come oggi possono essere la base di una più evoluta prospettiva di vita utile ad una più armoniosa convivenza sociale e che possa riportare a vivere i valori della grande spiritualità anche nel nostro occidente.
Sono quasi le sei ed i nostri tassisti sono pronti per riportarci in Hotel, tuttavia decidiamo di offrire un ultimo canto spirituale con harmonium e cembali per salutare le Divinità. L’energia che si sprigiona avvolge le semplici case circostanti e alcuni locali si siedono per cantare assieme a noi. Altri, incuriositi, si affacciano dalla corte attratti dai canti e così sempre più persone si aggiungono al nostro canto. Sono momenti unici, con decine di bambini che iniziano a ballare al centro del nostro gruppo, mano nella mano con i nostri partecipanti, roteando in girotondi di felicità. Un gruppo di devote locali in abiti tradizionali con i loro strumenti ed i loro balli devozionali arrivano di lì a poco ed anche i tassisti, ormai non più curanti del tempo trascorso in attesa, condividono con noi questa festa nel segno dell’amore e della gioia. Un'esperienza davvero indimenticabile.

domenica 26 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 25 agosto


Fin dal primo mattino una copiosa pioggia monsonica accompagna le nostre primarie attività di meditazione bhaktiyoga. La giornata non si preannuncia adeguata per uscire in barca, come da programma, e per far visita al samadhi di Deurababa, raggiungibile percorrendo il sacro fiume di Vrindavana, la Yamuna.
Al mattino le lezioni si svolgono in ashrama e come sempre iniziano con i bhajan introduttivi (canti spirituali all’inizio della lezione) che nella tradizione del bhakti yoga sono ritenuti strumento importante per predisporre al meglio il dialogo su questioni di natura trascendente e glorificare il maestro spirituale che concede la sua misericordia e le sue benedizioni.
Questo incontro in ashrama è un’ottima occasione per fare un riassunto di quello che è stato visto e detto in queste giornate da un punto di vista filosofico, psicologico, sociologico e spirituale.

sabato 25 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 24 agosto


Dopo la colazione, prima di partire per le visite in programma, il gruppo si è ritrovato nei pressi dell’ashrama di cui è ospite per ascoltare il messaggio di auguri e benedizioni che il Maestro ha inviato:
“Care amiche, cari amici, spero che il viaggio sia iniziato e stia proseguendo al meglio. Siete in un luogo, Vrindavana, che rappresenta una delle mete di pellegrinaggio più conosciuta al mondo e ritenuta uno dei posti più sacri che esistono su questa terra. Ma il sacro che invito ciascuno di voi a ricercare, prima di tutto dentro voi stessi, non sarà così accessibile ad un primo impatto o visibile con gli occhi fisici. Occorrono occhi speciali per vederlo, quelli del vostro sé più profondo. Che questo viaggio sia dunque l’occasione, per ciascuno di voi, per predisporvi interiormente alla percezione del sacro, affinché davvero possa essere da voi colto e vissuto in quella sacra terra e poi, quando la percezione sarà matura, in ogni luogo in cui andrete, ed anche soprattutto dentro voi stessi, come realtà permanente e continua sorgente di gioia e di ispirazione. Con affetto, un caro saluto a ciascuno di voi. Buon viaggio!
Oggi ci siamo recati a Vrindakunda, il luogo speciale dove è

martedì 6 marzo 2012

India del Sud 2012 - Siamo arrivati!

Buon giorno a tutti carissimi amici! Qui tutto bene, primo giorno a Mahabalipuram con canto dei Santi Nomi davanti allo Shore Temple

Andrea Boni
(Anantadeva Dasa)

Viaggi dell'Anima CSB - India del sud 2012

domenica 30 ottobre 2011

Il viaggio continua - Himalaya 2011

15 ottobre 2011

Ieri abbiamo trascorso tutto il giorno in viaggio. Da Uttarkashi occorrono infatti più di nove ore per arrivare a Rishikesh.

Stamani mattina ci rechiamo su di una spiaggetta a Rama Jhula, per ascoltare l'ultima lezione di questo seminario sulle rive di Madre Ganga. Guru Maharaja ci spiega le convergenze e le differenze tra Yoga e Psicoterapia. In comune queste discipline hanno l'intento di ridurre ed eliminare le distorsioni e le variazioni psichiche, seppur con l'utilizzo di metodologie diverse, ma lo Yoga - a differenza della Psicoterapia - prende in considerazione anche un'altra e superiore dimensione dell'essere che è quella spirituale.

sabato 29 ottobre 2011

Nel cuore dell'India - Himalaya 2011

13 ottobre 2011

Siamo partiti stamani mattina alle 9 da Gangotri e da poco, all'ora di pranzo, siamo arrivati ad Uttarkashi. Qui il clima è molto diverso. Ci siamo tolti maglioni e giacche a vento. Siamo a 1351 metri di altitudine.

Ora siamo nel giardino dell'Hotel Shivaling e ascoltiamo la lezione di Marco Ferrini, che sta rispondendo alle nostre domande.



Il sentiero della vita - Himalaya 2011

12 ottobre 2011

Questa notte, nonostante il freddo pungente nella tenda, ho fatto un sogno bellissimo. Con il mio Guru Maharaja vedevamo su di una bancarella una meravigliosa Murti di Shri Shri Krishna e Balarama. Erano due ragazzini bellissimi, giocosi e sprizzanti di energia. Quei loro sguardi dolci e vivaci rimarranno per sempre nel mio cuore. E' la Murti più bella che abbia mai visto.



Al mattino, prima di ripartire per Gangotri, scambio qualche parola con un ragazzo indiano che incontro per la prima volta e che non so di preciso che cosa stia facendo a Bhojbasa. E' profondamente colpito dalla figura del nostro Guru Maharaja e mi dice: “Si vede che è una persona così dolce ed elevata. Segui sempre i suoi insegnamenti e sarai sempre protetta e felice”. Queste parole mi arrivano come l'ennesima conferma del cammino che ho scelto di fare e della guida che ho scelto di seguire. Una conferma che però ha un valore aggiunto speciale per la sacralità del luogo in cui mi trovo e per le strane circostanze con cui mi si manifesta.

venerdì 28 ottobre 2011

La scalata - Himalaya 2011

10 ottobre 2011

Stiamo salendo le alte vette. Dai 3048 metri di Gangotri oggi arriveremo ai 3775 metri di altitudine di Bhojbasa. Impossibile descrivere quel che stiamo vedendo. Picchi di bellezza infinita. Il grande fiume che scorre spumeggiante nelle valli.



Che versi occorrerebbero per saper rendere quel che i nostri occhi stanno contemplando? Forse solo i Deva potrebbero scriverli. Il cielo è di un celeste intenso. Nemmeno una nuvola si intravede. La neve sui picchi innevati sembra così vicina da poterla quasi toccare. Si adagia leggera sulle pareti di roccia di granito. Dopo poche ore di cammino, già ci è chiaro che qui siamo in Paradiso.

giovedì 27 ottobre 2011

L'arrivo a Gangotri - Himalaya 2011

Uttarkashi-Gangotri, 9 ottobre 2011

Siamo partiti da Uttarkashi per Gangotri. Il paesaggio si fa sempre più bello. Sentiamo sempre di più il respiro, la possanza, la sacralità delle grandi montagne himalayane. Ora ne sentiamo i profumi, ne contempliamo i colori, cominciamo a capire i loro abitanti. Osserviamo con ammirazione gli occhi dei bambini che vivono qui. Ogni tanto ne troviamo qualcuno accovacciato su qualche roccia; guardano le auto che passano sulla strada e poi le loro montagne. Dalle loro espressioni si capisce molto di questi luoghi speciali. Incontriamo donne che trasportano fasci d'erbe e carichi pesanti sulla testa. L'Himalaya è nei loro occhi.



Le vette innevate

Poco dopo la partenza intravediamo i picchi innevati del ghiacciaio Gangotri. Non ci sembra vero che siamo riusciti ad arrivare fino a qui. Centinaia di ruscelli scorrono giù da queste montagne con impetuosità formando tante piccole cascate, fonte di prana; sono i piccoli affluenti del grande fiume.

martedì 18 ottobre 2011

La musica e il volo del cuore - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, ore 21

Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.

 Il flauto sul cuore

Inizia il Viaggio - Himalaya 2011

Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21

Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.

giovedì 29 settembre 2011

Pellegrinaggio in India 2006

Un Viaggio nella Conoscenza

E’ stato un viaggio all’interno di noi stessi, una profonda purificazione della memoria.

Il fatto che ci siamo spostati spazialmente visitando luoghi considerati sacri da una tradizione millenaria è stata una grande opportunità, un forte stimolo per fare un viaggio interiore. Il Prof. Ferrini ci ha condotti e guidati in questa straordinaria esperienza di crescita, in cui luoghi e gesti di antica e infinita potenza spirituale ci sono entrati dentro, nel cuore, attraendo come magneti la nostra attenzione e i nostri pensieri profondi, come in un percorso alle origini della vita e della coscienza. Eravamo in quaranta, la maggior parte studenti della nostra Scuola, molti dei quali visitavano l’India per la prima volta.

domenica 27 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VIII

27 febbraio 2011  - Lezione presso il Tempio Tirupati sul tema della famiglia


Questa mattina Shrila Gurudeva ha tenuto una lezione presso il Tempio di Tirupati sull'argomento della famiglia. E' stata un'occasione importante per riflettere su una tematica delicata inerente nello specifico il concetto di responsabilità, che riguarda non solo coloro che hanno fatto una scelta di grihasta ashrama ma anche coloro che hanno scelto la via della rinuncia. “Quel che mi preme e mi sta a cuore condividere con voi, prima di toccare l'argomento per il quale mi è stato chiesto di intervenire, è esprimere la mia profonda gioia e gratitudine per essere qui oggi a parlare di un tema così importante come quello relativo al grihasta ashrama.
Circa 35 anni fa ho avuto la misericordia di incontrare Shrila Prabhupada. Quello è stato sicuramente il giorno più bello e importante della mia vita. Durante il nostro colloquio Shrila Prabhupada pose tutta l'enfasi sulla necessità di diventare devoto, mi suggerì di parlare ai miei amici di questa scelta e di divulgare il sapere della Bhagavad Gita. Alla fine Shrila Prabhupada mi fece una domanda molto diretta: “Any problems?” Io risposi: “Se io sto con Te, Shrila Prabhupada, con questi devoti e in un'atmosfera come questa non ho problemi, ma se torno a casa sì: sto per sposarmi e ho una vita sociale molto intensa, essendo responsabile di sei aziende e membro di diverse associazioni, prevedo molte difficoltà...”.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VIII

27 febbraio 2011  - Lezione presso il Tempio Tirupati sul tema della famiglia


Questa mattina Shrila Gurudeva ha tenuto una lezione presso il Tempio di Tirupati sull'argomento della famiglia. E' stata un'occasione importante per riflettere su una tematica delicata inerente nello specifico il concetto di responsabilità, che riguarda non solo coloro che hanno fatto una scelta di grihasta ashrama ma anche coloro che hanno scelto la via della rinuncia. “Quel che mi preme e mi sta a cuore condividere con voi, prima di toccare l'argomento per il quale mi è stato chiesto di intervenire, è esprimere la mia profonda gioia e gratitudine per essere qui oggi a parlare di un tema così importante come quello relativo al grihasta ashrama.
Circa 35 anni fa ho avuto la misericordia di incontrare Shrila Prabhupada. Quello è stato sicuramente il giorno più bello e importante della mia vita. Durante il nostro colloquio Shrila Prabhupada pose tutta l'enfasi sulla necessità di diventare devoto, mi suggerì di parlare ai miei amici di questa scelta e di divulgare il sapere della Bhagavad Gita. Alla fine Shrila Prabhupada mi fece una domanda molto diretta: “Any problems?” Io risposi: “Se io sto con Te, Shrila Prabhupada, con questi devoti e in un'atmosfera come questa non ho problemi, ma se torno a casa sì: sto per sposarmi e ho una vita sociale molto intensa, essendo responsabile di sei aziende e membro di diverse associazioni, prevedo molte difficoltà...”.

sabato 26 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte

26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami


Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte

26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami


Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.