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sabato 1 settembre 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 31 agosto

La divinità di Vinodilal
La partenza è ormai prossima, ciò contribuisce a rendere ancora più sentita e viva la partecipazione del gruppo agli incontri delle sette di mattino. L’intensità della condivisione aumenta, quasi a compensare il poco tempo rimasto per stare insieme, avvolti in un caldo abbraccio famigliare e in una dimensione spirituale.
Alcuni partecipanti chiedono di approfondire temi come la capacità di discernimento o i sensi di colpa, che generano riflessioni e testimonianze spontanee e vere. Stimolanti sono le domande sull’origine e la causa della sofferenza, la responsabilità della onsapevolezza individuale e dell’agire collettivo e ognuno offre la propria visione, in una prospettiva di speranza e trasformazione. 
La vera conquista è quella realizzazione di coscienza che favorisce la relazione interiore con il divino e qualcuno rivela di averlo percepito qui per la prima volta.

mercoledì 29 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 28 agosto


Oggi pomeriggio siamo usciti per l’ultima tappa del soggiorno ad Agra. Ci siamo recati al tempio di Radhe e Krishna per il saluto alle Divinità prima della partenza. Arriviamo con i rickshaw nel vicoletto stretto che porta all’accesso del piccolo tempio attraverso una corte alla cui sinistra si intravedono le classi di una scuola elementare. Ci sediamo in cerchio nella veranda mattonellata di poche decine di metri quadrati per ascoltare la lezione sul sistema socio spirituale tradizionale della cultura vedica (varnashramadharma) e i suoi quattro stadi di emancipazione dharma, artha, kama e moksha. Attraverso le domande dei partecipanti si coglie l’occasione di contestualizzare nel qui ed ora quei principi di valore universale, che ieri come oggi possono essere la base di una più evoluta prospettiva di vita utile ad una più armoniosa convivenza sociale e che possa riportare a vivere i valori della grande spiritualità anche nel nostro occidente.
Sono quasi le sei ed i nostri tassisti sono pronti per riportarci in Hotel, tuttavia decidiamo di offrire un ultimo canto spirituale con harmonium e cembali per salutare le Divinità. L’energia che si sprigiona avvolge le semplici case circostanti e alcuni locali si siedono per cantare assieme a noi. Altri, incuriositi, si affacciano dalla corte attratti dai canti e così sempre più persone si aggiungono al nostro canto. Sono momenti unici, con decine di bambini che iniziano a ballare al centro del nostro gruppo, mano nella mano con i nostri partecipanti, roteando in girotondi di felicità. Un gruppo di devote locali in abiti tradizionali con i loro strumenti ed i loro balli devozionali arrivano di lì a poco ed anche i tassisti, ormai non più curanti del tempo trascorso in attesa, condividono con noi questa festa nel segno dell’amore e della gioia. Un'esperienza davvero indimenticabile.