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giovedì 1 novembre 2012

VIAGGIO STUDIO IN INDIA nel cuore della tradizione Bhakti Yoga Ayurveda


Viaggio in India con seminario sulla scienza dello Yoga e dell'Ayurveda
: 
partenza il 2 dicembre e rientro il 16 dicembre 2012.


Cari amici, vi invitiamo al nostro prossimo viaggio in India, in alcuni dei luoghi più sacri e affascinanti della millenaria tradizione indiana.
I partecipanti al viaggio potranno frequentare un Corso di quattro giorni, anche con sessioni pratiche, specifico sulla disciplina dello Yoga e dell'Ayurveda, che si svolgerà in collaborazione con una delle più grandi e prestigiose Università indiane, la Dev Sanskriti University, direttamente nelle aule e nei laboratori della sua sede ad Haridwar. 
Il Corso permetterà il conseguimento di un attestato congiuntamente rilasciato dal Centro Studi Bhaktivedanta e dalla suddetta Università.
Visiteremo Shukratal, Kurukshetra, Hrishikesha e Haridwar, famosi per la loro intensa spiritualità, ricchi di cultura, arte, storia e di meravigliosi paesaggi naturali anche lungo il sacro Gange.
Un seminario itinerante con un dinamico alternarsi di visite guidate e di lezioni, accompagnati dagli insegnamenti di opere grandiose della più alta civiltà umana quali il Bhagavata Purana, il Mahabharata e il Ramayana, i cui valori universali sono ancora oggi un punto di riferimento per coloro che hanno desiderio di intraprendere l'affascinante viaggio alla scoperta di sé stessi.
Sperimenteremo pratiche di meditazione dello Yoga della Bhakti utili per armonizzare corpo, mente e spirito; assisteremo a cerimonie sacre tramandate per secoli con bhajana e kirtana, ovvero con canti spirituali e danze nei templi, e
gusteremo piatti tipici della cucina indiana.

Programma da domenica 2 a domenica 16 dicembre 2012

1° giorno   
Partenza da Milano con arrivo a Delhi.

2° giorno
Soggiorno in Uttar Pradesh con lezione introduttiva sulla millenaria cultura  del Bhakti-yoga.

3° giorno
Visita a Shukratal e lezione con letture e commenti dalle antiche narrazioni del Bhagavata Purana. 
Shukratal è il luogo in cui – secondo la Tradizione - 5000 anni fa Shukadeva Gosvami rivelò all’imperatore Parikshit la conoscenza per l’evoluzione spirituale dell’uomo della nostra era, ovvero la grande opera conosciuta come Shrimad Bhagavatam o Bhagavata Purana, che si afferma contenga la conoscenza che serve per l’evoluzione spirituale dell’uomo della nostra era.  
Situato lungo la riva del sacro Gange a nord di Delhi,  in questo villaggio si trova il tempio dove sono rappresentati Shukadeva Gosvami e re Parikshit, nonché l’enorme albero baniano dove si dice sarebbe avvenuta la celebre sacra rivelazione. 

4° giorno
In viaggio verso nord in direzione di Kurukshetra.

5° giorno 
Visita a Kurukshetra e lezione con letture e commenti sulla Bhagavad-gita. Kurukshetra, talvolta chiamato anche Dharmakshetra, ovvero Campo della Rettitudine, è conosciuto come il teatro della famosa battaglia tra i Kaurava e i Pandava, descritta nel poema epico Mahabharata. Qui venne rivelata la Bhagavad-gita, opera d'intramontabile valore che nei millenni è resistita agli attacchi del tempo, della storia, delle innumerevoli trasformazioni politiche, religiose, economiche, sociali che hanno segnato la civiltà indiana, e ha continuato a nutrire, da allora fino ad oggi, ricercatori spirituali di ogni tempo, tradizione e cultura. 

6° giorno
In viaggio per Rishikesh,  celebre località dello Yoga a livello internazionale. 

dall'8 all'11dicembre
Soggiorno a Rishikesh con lezioni sulle rive del Gange, visita alla grotta di Vasishtha; visita a Devaprayag con lezione sul Ramayana. 
Con la speciale partecipazione di Marco Ferrini che ci raggiungerà in questa tappa e starà con il gruppo fino al rientro in Italia.

dal 12 al 15 dicembre
Soggiorno ad Haridwar e corso di Yoga e Ayurveda presso la Dev Sanskriti University: un incontro di culture ed esperienze con docenti esperti della tradizione dello Yoga e dell'Ayurveda.  
Visita al tempio di Daksha.

15° giorno
partenza da Delhi con arrivo a Milano

sabato 1 settembre 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 31 agosto

La divinità di Vinodilal
La partenza è ormai prossima, ciò contribuisce a rendere ancora più sentita e viva la partecipazione del gruppo agli incontri delle sette di mattino. L’intensità della condivisione aumenta, quasi a compensare il poco tempo rimasto per stare insieme, avvolti in un caldo abbraccio famigliare e in una dimensione spirituale.
Alcuni partecipanti chiedono di approfondire temi come la capacità di discernimento o i sensi di colpa, che generano riflessioni e testimonianze spontanee e vere. Stimolanti sono le domande sull’origine e la causa della sofferenza, la responsabilità della onsapevolezza individuale e dell’agire collettivo e ognuno offre la propria visione, in una prospettiva di speranza e trasformazione. 
La vera conquista è quella realizzazione di coscienza che favorisce la relazione interiore con il divino e qualcuno rivela di averlo percepito qui per la prima volta.

giovedì 30 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 29 agosto


Alle ore quattro e mezzo del mattino ci ritroviamo pronti con le valige per partire in direzione di Karauli per poi proseguire verso Jaipur. Carichiamo le auto monovolume appositamente scelte per affrontare il percorso immerso nella rigogliosa piana del Rajastan. Arrivati a Karauli, villaggio poco conosciuto e fuori dai circuiti turistici, ci addentriamo nei vicoli stretti e tortuosi della cittadina rasentando i muri e i negozietti delle stradine che brulicano di vita per raggiungere uno slargo adatto a parcheggiare nei pressi del tempio dove è presente la divinità originale di Madhana Mohana. Le quasi cinque ore di viaggio sono state ben ripagate dalla esperienza unica e significativa di questo speciale Darshana. I devoti locali, gentili ed accoglienti, ci hanno accolto con curiosità e sorpresa anche qui salutandoci con il consueto “Radhe Radhe”. Madanamohana significa "colui che può incantare anche Cupido". Advaita-acarya ha trovato la Divinità nei pressi della collina dvadasatiya a Vrindavana e prima della sua partenza per Navadvipa l’ha affidata al

martedì 28 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 27 agosto

Il gruppo di fronte al Taj Mahal

La giornata è iniziata all’alba per coloro che hanno desiderato mantenere l’appuntamento del mattino con le pratiche spirituali per raccogliersi e meditare in un ambiente sacro. Chiedendo alla gente del luogo, ci è stato indicato un piccolo tempio dedicato a Shrimati Radharani e a Shri Krishna poco distante dall’albergo e raggiungibile con i rickshaw. Al rientro in albergo il gruppo si è riunito creando un momento d’incontro e di scambio di riflessioni, sensazioni, emozioni, relative ai giorni trascorsi durante la prima parte di questo Viaggio dell’Anima.
Il Taj Mahal
Ognuno sta vivendo quest’esperienza a seconda delle proprie peculiarità, delle proprie tendenze, della propria capacità di visione e comprensione, cogliendo aspetti diversi nei valori spirituali e nella ricerca del sacro, che la forza del gruppo favorisce unendo nello spirito come membri di un’unica antica grande famiglia.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il Taj Mahal, meta ambita e di grande attrazione turistica per la sua bellezza estetica ed architettonica. Visitare questo luogo ha offerto ulteriori momenti di scambio e di riflessione sul senso della vita e della morte, sulla celebrazione del culto a Dio e l’autocelebrazione, sulla Realtà e l’apparenza. Dopo aver goduto della bellezza estetica dei marmi, dei rilievi, delle decorazioni e delle proporzioni, ci siamo soffermati nel giardino immergendoci in letture e insegnamenti spirituali.

lunedì 20 agosto 2012

Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 20 agosto


Il nostro gruppo arriva a Vrindavana dopo una giornata di viaggio. L’India con i suoi colori, profumi, sacralità e povertà si è già presentata lungo il tragitto che da Delhi ci ha portato fin questa importante cittadina dove risiederemo per una settimana soggiornando nella città principale della cultura dello yoga della Bhakti Vaishnava. Qui si possono  riscoprire le tracce della cultura del Divino personale e dei suoi grandi devoti.
Nel pomeriggio di questa prima giornata del seminario in India il gruppo è stato introdotto alla sacralità del luogo ed alle figure sante dei sei Gosvami, coloro che hanno scoperto i luoghi dove Shri Krishna è apparso ed ha svolto i suoi giochi divini. I principali eventi che riguardano i sei gosvami saranno poi introdotti nelle giornate successive del seminario visitandone i luoghi, i templi ed i samadhi.
Ascoltando le storie, la filosofia e la psicologia dell’India classica i partecipanti avranno l’occasione di riflettere sul collegamento  tra l’uomo e la sua natura divina.

giovedì 16 febbraio 2012

Tappe del prossimo Seminario in India 3/18 marzo 2012

Il programma prevede le seguenti visite:

Mahaballipuram
sito archeologico riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO con i suoi caratteristici monumenti storici in gran parte monolitici e scolpiti nella pietra.
Shore Temple
Spettacolare Tempio sulla spiaggia che si affaccia sull’oceano indiano, sopravvissuto alle ingiurie del tempo.

mercoledì 19 ottobre 2011

L'arrivo in India - Himalaya 2011

Delhi, 2 ottobre 2011

Alle cinque ore italiane siamo vicini a Delhi. Ci sveglia la sistematica e puntuale assistenza delle hostess, e la luce abbagliante del sole che proviene dai finestrini. Dall'alto la terra sembra tutt'altra cosa: cambia la prospettiva, e con essa cambiano il pensiero, le emozioni e la consapevolezza. Da quassù le vicende quotidiane degli umani appaiono piccole, ridimensionate, quasi nemmeno si vedono. Si percepisce invece che c'è molto oltre e che qualcuno dall'alto ti sta a guardare.

L'arrivo in India - Himalaya 2011

Mentre stiamo atterrando iI comandante di bordo ci invita a guardare un breve video su Indira Gandhi, di cui l'aeroporto dove stiamo atterrando porta il nome. Siamo stimolati così ad avere i primi contatti con la cultura dell'India, con l'animus indiano, con le radici della sua storia che si estendono fino al suo presente. Le ali dell'aereo sembra che tremino mentre si avvicinano a terra. Ed eccoci finalmente sbarcati in India! Inizia l'avventura.

giovedì 24 febbraio 2011

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - V Parte

24 febbraio 2011
Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati

Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma. Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.

Diario del Seminario in India del Sud 2011 - V Parte

24 febbraio 2011
Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati

Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma. Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.

mercoledì 17 novembre 2010

Trekking spirituale dull’Himalaya – XIII parte

19  Hotel Dipin, giornata di attesa, ha piovuto tutta la notte e tutta la notte ho sognato Gurudeva e i confratelli, piove ininterrottamente da 48 ore, la Yamuna si è trasformata in una corsa di tori inferociti e mugghianti e fa impressione, continua a crescere ed ora riceve acqua da un nuovo affluente che è la strada di Syani Chatti che si è trasformata in un torrentello, parte una squadra di giovani con i bastoni alla ricerca dell'indiano finito ieri nel fiume. Facciamo continui briefing ma dipendiamo da Indra, deva della pioggia. La montagna continua a franare e la strada che scende a Barkot è interrotta in più punti, una trentina di persone che aveva tentato l'avventura devono rientrare perché la corriera è intrappolata fra due frane e partono dei conducenti con i muli per recuperare i bagagli.
Siamo a tavola per il pranzo che è un po' ripetitivo ma per noi va bene, per i francesi un po' meno infatti al mattino il più anziano aveva chiesto a Keshava cosa diceva di mangiare un ossobuco, quando sentiamo delle grida provenire dalla strada di là dal fiume, usciamo e vediamo alcune persone che corrono per evitare dei massi che franano dal costone ripido della montagna, alcuni sono grandi come i tavoli del ristorante.

Trekking spirituale dull’Himalaya – XIII parte

19  Hotel Dipin, giornata di attesa, ha piovuto tutta la notte e tutta la notte ho sognato Gurudeva e i confratelli, piove ininterrottamente da 48 ore, la Yamuna si è trasformata in una corsa di tori inferociti e mugghianti e fa impressione, continua a crescere ed ora riceve acqua da un nuovo affluente che è la strada di Syani Chatti che si è trasformata in un torrentello, parte una squadra di giovani con i bastoni alla ricerca dell'indiano finito ieri nel fiume. Facciamo continui briefing ma dipendiamo da Indra, deva della pioggia. La montagna continua a franare e la strada che scende a Barkot è interrotta in più punti, una trentina di persone che aveva tentato l'avventura devono rientrare perché la corriera è intrappolata fra due frane e partono dei conducenti con i muli per recuperare i bagagli.
Siamo a tavola per il pranzo che è un po' ripetitivo ma per noi va bene, per i francesi un po' meno infatti al mattino il più anziano aveva chiesto a Keshava cosa diceva di mangiare un ossobuco, quando sentiamo delle grida provenire dalla strada di là dal fiume, usciamo e vediamo alcune persone che corrono per evitare dei massi che franano dal costone ripido della montagna, alcuni sono grandi come i tavoli del ristorante.

Trekking spirituale dull’Himalaya – XI parte

Giovedì 16 mattina, rifatti i bagagli e sistemati sulla jeep torniamo da Chandan; c'è anche un bancario che dall'alto della sua posizione sociale ci elargisce le rupie in cambio dei nostri euro, sfoggia oro alle dita e al polso, ha la camicia dentro i pantaloni e i capelli neri e lisci che sembrano impomatati. I nostri portatori, che rivedo con piacere, sono in gioiosa attesa della mancia, sono in gruppo ma rivedo le diverse personalità che avevo imparato a distinguere. Con quante vite ci siamo incrociati in questa manciata di giorni! Con quanto vissuto! E quanto rispetto devo imparare ad avere per gli altri! Rupie, baci e abbracci e la sensazione di lasciarci alle spalle buone relazioni tranne forse che per il coordinatore dei portatori, un ragazzo minuto, molto svelto, che sperava qualcosa in più.
Partiamo con una jeep 4x4 diretti a Janki Chatti per la seconda parte  del viaggio. La giornata è soleggiata e fa sperare bene, ci hanno già avvertiti che dove andremo diverse strade sono danneggiate, ma percorribili.

Trekking spirituale dull’Himalaya – XI parte

Giovedì 16 mattina, rifatti i bagagli e sistemati sulla jeep torniamo da Chandan; c'è anche un bancario che dall'alto della sua posizione sociale ci elargisce le rupie in cambio dei nostri euro, sfoggia oro alle dita e al polso, ha la camicia dentro i pantaloni e i capelli neri e lisci che sembrano impomatati. I nostri portatori, che rivedo con piacere, sono in gioiosa attesa della mancia, sono in gruppo ma rivedo le diverse personalità che avevo imparato a distinguere. Con quante vite ci siamo incrociati in questa manciata di giorni! Con quanto vissuto! E quanto rispetto devo imparare ad avere per gli altri! Rupie, baci e abbracci e la sensazione di lasciarci alle spalle buone relazioni tranne forse che per il coordinatore dei portatori, un ragazzo minuto, molto svelto, che sperava qualcosa in più.
Partiamo con una jeep 4x4 diretti a Janki Chatti per la seconda parte  del viaggio. La giornata è soleggiata e fa sperare bene, ci hanno già avvertiti che dove andremo diverse strade sono danneggiate, ma percorribili.

Trekking spirituale dull’Himalaya – VI parte

Mercoledì otto, al mattino, sadhana nel tempio vaishnava e puja, i rituali sono un po' diversi ma si parla la stessa lingua. E' come essere a casa, mi correggo é come sentirsi a proprio agio ovunque perché meditazione sul japa mala fatta bene ci mette in quella disposizione interiore per cui il benessere non dipende più dall'esterno. Più tardi facciamo riprese, fotografie, e incontriamo all'albergo una spedizione di francesi di Chamonix, che tentano la scalata del monte Bhagirati II, lungo lo spigolo nord-ovest. E’ un 7.000mt che vogliono conquistare con tre campi e una settimana di tempo. Non li ho più incontrati, non credo ce l'abbiano fatta. 
Giovedì nove, contrariamente alle previsioni è una bella giornata ed al mattino presto incontriamo un sadhu luminoso che gioiosamente, si rivolge a Madhumangala e me dicendo che Dio è uno e che non c’è un Dio degli Hindu.

Trekking spirituale dull’Himalaya – VI parte

Mercoledì otto, al mattino, sadhana nel tempio vaishnava e puja, i rituali sono un po' diversi ma si parla la stessa lingua. E' come essere a casa, mi correggo é come sentirsi a proprio agio ovunque perché meditazione sul japa mala fatta bene ci mette in quella disposizione interiore per cui il benessere non dipende più dall'esterno. Più tardi facciamo riprese, fotografie, e incontriamo all'albergo una spedizione di francesi di Chamonix, che tentano la scalata del monte Bhagirati II, lungo lo spigolo nord-ovest. E’ un 7.000mt che vogliono conquistare con tre campi e una settimana di tempo. Non li ho più incontrati, non credo ce l'abbiano fatta. 
Giovedì nove, contrariamente alle previsioni è una bella giornata ed al mattino presto incontriamo un sadhu luminoso che gioiosamente, si rivolge a Madhumangala e me dicendo che Dio è uno e che non c’è un Dio degli Hindu.

Trekking spirituale dull’Himalaya – V parte

Oggi sette settembre partenza alle 11.00 dall'ufficio di Mr. Chandan diretti ai 3300 m. di  Gangotri. In assoluto la strada più pericolosa che io abbia mai percorso: precipizi, smottamenti, frane, la jeep che pattina nel fango (non é una 4x4 ed ha le gomme abbastanza lisce). Lungo tutto il percorso ci accompagnano cartelli stradali ameni (quando riusciamo a leggerli) del tipo: “drive not fly”.  Dal bordo stradale sempre senza protezione e spesso franato, si vede il fiume Bhagirati piccolo, piccolo in fondo alla valle. Per la maggior parte del viaggio é come fare la valle a volo d'uccello, la sicurezza della strada ed il codice sono un’astrazione, le stesse leggi della fisica in certi momenti mi sembrano sospese, come quando in una curva a destra avevamo le ruote di destra mezze fuori; ci ha sostenuto la forza centrifuga o la volontà di andare avanti.

Trekking spirituale dull’Himalaya – V parte

Oggi sette settembre partenza alle 11.00 dall'ufficio di Mr. Chandan diretti ai 3300 m. di  Gangotri. In assoluto la strada più pericolosa che io abbia mai percorso: precipizi, smottamenti, frane, la jeep che pattina nel fango (non é una 4x4 ed ha le gomme abbastanza lisce). Lungo tutto il percorso ci accompagnano cartelli stradali ameni (quando riusciamo a leggerli) del tipo: “drive not fly”.  Dal bordo stradale sempre senza protezione e spesso franato, si vede il fiume Bhagirati piccolo, piccolo in fondo alla valle. Per la maggior parte del viaggio é come fare la valle a volo d'uccello, la sicurezza della strada ed il codice sono un’astrazione, le stesse leggi della fisica in certi momenti mi sembrano sospese, come quando in una curva a destra avevamo le ruote di destra mezze fuori; ci ha sostenuto la forza centrifuga o la volontà di andare avanti.

Trekking spirituale dull’Himalaya – III parte

TERZA PARTE
Il giorno dopo siamo partiti in quattro per le riprese girando intorno alla confluenza e osservando tutto: i muratori al lavoro di sistemazione del parapetto, in molti per un lavoro così piccolo, ma questa é una costante in India e risale all'impostazione voluta da Ghandi che mirava a dare una occupazione a quante più persone possibile. Il lavoro con una pala si fa in due, uno manovra l'attrezzo e l'altro allevia la fatica tirando con la fune legata al manico della pala. Bisognerebbe provare! 
Il paese arrampicato sulla collina e visto dalla sponda opposta dell'Alaknanda é delizioso con i suoi colori pastello perciò scendiamo e attraversiamo il ponte sospeso per entrare e vedere da vicino. Francesco ci parla del suo scettico amico devoto della scienza; a metà ponte, sopra il fiume tumultuoso, scorgiamo a sinistra una curiosa torre che ricorda un faro e a destra, in cima  ad una collina che fa da spartiacque a due valli, un tempio della battagliera dea Durga.

Trekking spirituale dull’Himalaya – III parte

TERZA PARTE
Il giorno dopo siamo partiti in quattro per le riprese girando intorno alla confluenza e osservando tutto: i muratori al lavoro di sistemazione del parapetto, in molti per un lavoro così piccolo, ma questa é una costante in India e risale all'impostazione voluta da Ghandi che mirava a dare una occupazione a quante più persone possibile. Il lavoro con una pala si fa in due, uno manovra l'attrezzo e l'altro allevia la fatica tirando con la fune legata al manico della pala. Bisognerebbe provare! 
Il paese arrampicato sulla collina e visto dalla sponda opposta dell'Alaknanda é delizioso con i suoi colori pastello perciò scendiamo e attraversiamo il ponte sospeso per entrare e vedere da vicino. Francesco ci parla del suo scettico amico devoto della scienza; a metà ponte, sopra il fiume tumultuoso, scorgiamo a sinistra una curiosa torre che ricorda un faro e a destra, in cima  ad una collina che fa da spartiacque a due valli, un tempio della battagliera dea Durga.