Alle sette del mattino iniziamo la giornata con il consueto incontro sulla cultura dello yoga e la scienza della meditazione raccolti nel caratteristico hotel, dal gusto quasi barocco, che ci ospita. Ci raduniamo per questo primo incontro del giorno nella veranda all’aperto del terzo piano contraddistinto dalla architettura tipica delle regge del Rajastan. Le tematiche affrontate ci aiutano a riconquistare il senso del sacro in questo nostro viaggio e a prendere coscienza del fatto che siamo in uno dei luoghi di pellegrinaggio più affascinanti dell’India. Il rischio è di distrarci e di lasciarci confondere dai variopinti colori, dai suoni e dai sapori tipici di questa caratteristica area geografica, senza andare in profondità. Ma l'attenzione del gruppo è benorientata sulle motivazioni principali di questo viaggio, ovvero la spiritualità e la ricerca interiore. A metà mattinata andiamo a visitare la Divinità di Sri Govindaji installata originariamente 5000 anni fa a Vrindavana da un pronipote di Krishna. E' una delle quattro Divinità principali del
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venerdì 31 agosto 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 28 agosto
Oggi pomeriggio siamo usciti per l’ultima tappa del soggiorno ad Agra. Ci siamo recati al tempio di Radhe e Krishna per il saluto alle Divinità prima della partenza. Arriviamo con i rickshaw nel vicoletto stretto che porta all’accesso del piccolo tempio attraverso una corte alla cui sinistra si intravedono le classi di una scuola elementare. Ci sediamo in cerchio nella veranda mattonellata di poche decine di metri quadrati per ascoltare la lezione sul sistema socio spirituale tradizionale della cultura vedica (varnashramadharma) e i suoi quattro stadi di emancipazione dharma, artha, kama e moksha. Attraverso le domande dei partecipanti si coglie l’occasione di contestualizzare nel qui ed ora quei principi di valore universale, che ieri come oggi possono essere la base di una più evoluta prospettiva di vita utile ad una più armoniosa convivenza sociale e che possa riportare a vivere i valori della grande spiritualità anche nel nostro occidente.
Sono quasi le sei ed i nostri tassisti sono pronti per riportarci in Hotel, tuttavia decidiamo di offrire un ultimo canto spirituale con harmonium e cembali per salutare le Divinità. L’energia che si sprigiona avvolge le semplici case circostanti e alcuni locali si siedono per cantare assieme a noi. Altri, incuriositi, si affacciano dalla corte attratti dai canti e così sempre più persone si aggiungono al nostro canto. Sono momenti unici, con decine di bambini che iniziano a ballare al centro del nostro gruppo, mano nella mano con i nostri partecipanti, roteando in girotondi di felicità. Un gruppo di devote locali in abiti tradizionali con i loro strumenti ed i loro balli devozionali arrivano di lì a poco ed anche i tassisti, ormai non più curanti del tempo trascorso in attesa, condividono con noi questa festa nel segno dell’amore e della gioia. Un'esperienza davvero indimenticabile.
martedì 28 agosto 2012
Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 27 agosto
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| Il gruppo di fronte al Taj Mahal |
La giornata è iniziata all’alba per coloro che hanno desiderato mantenere l’appuntamento del mattino con le pratiche spirituali per raccogliersi e meditare in un ambiente sacro. Chiedendo alla gente del luogo, ci è stato indicato un piccolo tempio dedicato a Shrimati Radharani e a Shri Krishna poco distante dall’albergo e raggiungibile con i rickshaw. Al rientro in albergo il gruppo si è riunito creando un momento d’incontro e di scambio di riflessioni, sensazioni, emozioni, relative ai giorni trascorsi durante la prima parte di questo Viaggio dell’Anima.
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| Il Taj Mahal |
Ognuno sta vivendo quest’esperienza a seconda delle proprie peculiarità, delle proprie tendenze, della propria capacità di visione e comprensione, cogliendo aspetti diversi nei valori spirituali e nella ricerca del sacro, che la forza del gruppo favorisce unendo nello spirito come membri di un’unica antica grande famiglia.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il Taj Mahal, meta ambita e di grande attrazione turistica per la sua bellezza estetica ed architettonica. Visitare questo luogo ha offerto ulteriori momenti di scambio e di riflessione sul senso della vita e della morte, sulla celebrazione del culto a Dio e l’autocelebrazione, sulla Realtà e l’apparenza. Dopo aver goduto della bellezza estetica dei marmi, dei rilievi, delle decorazioni e delle proporzioni, ci siamo soffermati nel giardino immergendoci in letture e insegnamenti spirituali.
mercoledì 22 agosto 2012
Diario di viaggio in India – Vrindavana, Agra, Jaipur 21/22 agosto
Inizia l’esperienza delle visite ai templi di Vrindavana. Il primo è il
tempio di Madhana Mohana fondato da Sanatana Gosvami.
Una
notte, in sogno, un rinunciante di andò da Sanatana e lo mise in guardia dal
farsi distrarre dalle insensatezze mondane. Egli ordinò a Sanatana di recarsi a
Vrindavana, di scoprire i luoghi santi occultati, e di predicare la dottrina
scritturale dell’amore divino. Il mattino seguente Sanatana raccontò il sogno a
suo fratello Rupa. Sorridendo, Rupa confessò che anche lui, in qualche modo,
era a conoscenza di questa istruzione, e informò Sanatana che Sri Krishna in
effetti era disceso come Sri Caitanya Mahaprabhu per dar loro ulteriori
direttive a proposito della loro vocazione spirituale.
La
lezione si svolge all’aperto nella corte antistante il Garbhagriha dove risiede
la Divinità che si trova in cima alla collina Dvadashaditya, soprastante il
Samadhi dove sono conservate le spoglie del Santo Sanatana Gosvami.
Altro
Tempio visitato è stato quello di Shri Radha Ramana, unica divinità originale
ancora oggi presente a Vrindavana. Qui il gruppo ha avuto la fortuna di
assistere e partecipare ad una speciale commemorazione ricca di canti e danze
che centinaia di devoti offrivano alla Murti. Momenti indimenticabili nello
spirito della bhakti.
Il tempio di Radha
Govindadeva è stato invece apprezzato per la sua magnificenza e monumentalità.
Una splendida testimonianza architettonica della grande storia della Bhakti
Vaishnava e dei Gosvami.
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martedì 25 ottobre 2011
Una giornata storica - Himalaya 2011
Università di Haridwar, 6 ottobre 2011
Al mattino andiamo a visitare alcuni templi ad Haridwar e al pomeriggio ritorniamo con Guru Maharaja all'Università indiana che ospita l'International Yoga, Culture and Spirituality Festival.
In questo momento Shrila Gurudeva sta tenendo il suo intervento in inglese. E' la prima volta che in una sua conferenza pubblica lo sento parlare direttamente, senza traduzioni, in una lingua straniera! E' un momento storico!

Marco Ferrini all'International Yoga Festival
Al mattino andiamo a visitare alcuni templi ad Haridwar e al pomeriggio ritorniamo con Guru Maharaja all'Università indiana che ospita l'International Yoga, Culture and Spirituality Festival.
In questo momento Shrila Gurudeva sta tenendo il suo intervento in inglese. E' la prima volta che in una sua conferenza pubblica lo sento parlare direttamente, senza traduzioni, in una lingua straniera! E' un momento storico!
Marco Ferrini all'International Yoga Festival
giovedì 20 ottobre 2011
La prima lezione sul Gange - Himalaya 2011
Rishikesh, 3 ottobre 2011 mattina
Siamo finalmente vicini a Madre Ganga, poco dopo il ponte di Ramjhula, seduti su di una spiaggetta sotto l'ombra di un albero baniano, con una brezza leggera che ci sfiora: porta il prana del grande fiume. Qui Marco Ferrini tiene il primo incontro del Seminario.
“Athato yoga anushasanam: “Ora la disciplina dello Yoga”. Yoga città vritti nirodha: “Lo Yoga è il controllo delle variazioni della mente”.
E' una pratica difficile, specialmente per chi è soggetto ad instabilità psichica, emozionale ed affettiva, a cambi d'umore improvvisi, ma sono proprio queste persone che avrebbero più bisogno di dedicarsi a questa antica disciplina: arte e scienza del vivere. Una mente fuori controllo è il nostro nemico peggiore, così spiega Krishna ad Arjuna nella Bhagavad-gita.

Siamo finalmente vicini a Madre Ganga, poco dopo il ponte di Ramjhula, seduti su di una spiaggetta sotto l'ombra di un albero baniano, con una brezza leggera che ci sfiora: porta il prana del grande fiume. Qui Marco Ferrini tiene il primo incontro del Seminario.
“Athato yoga anushasanam: “Ora la disciplina dello Yoga”. Yoga città vritti nirodha: “Lo Yoga è il controllo delle variazioni della mente”.
E' una pratica difficile, specialmente per chi è soggetto ad instabilità psichica, emozionale ed affettiva, a cambi d'umore improvvisi, ma sono proprio queste persone che avrebbero più bisogno di dedicarsi a questa antica disciplina: arte e scienza del vivere. Una mente fuori controllo è il nostro nemico peggiore, così spiega Krishna ad Arjuna nella Bhagavad-gita.
mercoledì 17 novembre 2010
Trekking spirituale dull’Himalaya – XIV e ultima parte
Oggi è il 21, il tempo stringe e dobbiamo prendere una decisione, dopo colazione, facciamo finalmente il bucato, c'è un po' di sole che asciugherà rapidamente e monopolizziamo la terrazza dell'albergo per stendere e per riordinare l'attrezzatura, la macchina fotografica di Keshava è irrimediabilmente danneggiata dal fango che si è infilato nella valigia. Mr. Rana, che aveva chiamato Chandan, suggerisce l'idea dell'elicottero. Facciamo il punto della situazione: ci separano circa 80 chilometri per arrivare a Mussorie (da lì a Dheradun le strade sembrano buone), questi 80 chilometri non li possiamo fare da soli abbiamo troppi bagagli e non possiamo spedirli, servono portatori e jeep fra una frana e l'altra, impossibile senza una guida che parli hindi; Mr. Rana deve partire oggi ma si fermerà fino a domani per aiutarci in paese a raccogliere tutte le informazioni.
Il nostro albergo è nella parte alta di Barkot a mezzo chilometro dal centro, dopo duecento metri la strada è crollata per le piogge, ne è rimasto un metro dove si passa in fila indiana, nella voragine stanno lavorando uomini e donne, con massi e filo di ferro preparano una massicciata di fortuna.
Trekking spirituale dull’Himalaya – XIV e ultima parte
Oggi è il 21, il tempo stringe e dobbiamo prendere una decisione, dopo colazione, facciamo finalmente il bucato, c'è un po' di sole che asciugherà rapidamente e monopolizziamo la terrazza dell'albergo per stendere e per riordinare l'attrezzatura, la macchina fotografica di Keshava è irrimediabilmente danneggiata dal fango che si è infilato nella valigia. Mr. Rana, che aveva chiamato Chandan, suggerisce l'idea dell'elicottero. Facciamo il punto della situazione: ci separano circa 80 chilometri per arrivare a Mussorie (da lì a Dheradun le strade sembrano buone), questi 80 chilometri non li possiamo fare da soli abbiamo troppi bagagli e non possiamo spedirli, servono portatori e jeep fra una frana e l'altra, impossibile senza una guida che parli hindi; Mr. Rana deve partire oggi ma si fermerà fino a domani per aiutarci in paese a raccogliere tutte le informazioni.
Il nostro albergo è nella parte alta di Barkot a mezzo chilometro dal centro, dopo duecento metri la strada è crollata per le piogge, ne è rimasto un metro dove si passa in fila indiana, nella voragine stanno lavorando uomini e donne, con massi e filo di ferro preparano una massicciata di fortuna.
Trekking spirituale dull'Himalaya - II parte
SECONDA PARTE
L'indomani riprese sul Gange da entrambe le rive e salita di sette o otto piani alla torre di Shiva a cui si arriva per mezzo di un sentiero di cemento coperto di muschio, molto scivoloso. Ogni giro di scale ha una campana appesa che viene suonata dal pellegrino che vi sale ed é tutto un festoso annunciarsi in preparazione del puja a Shiva che avviene in un tempio strettissimo posto all'ultimo piano da cui si gode un panorama maestoso: il Gange, da lassù sembra calmo, si snoda pigramente con ampie anse fra le colline e le campagne e il verde scuro é punteggiato di case e templi. Le nuvole basse danno profondità e lo sguardo corre lontano ad osservare altri rilievi che si susseguono come le quinte di un teatro. Quanta storia, quante genti sono passate! Venendo ne abbiamo osservato un campionario fra i negozietti lungo i ghats, abbiamo visto i gioiosi e quelli curvi sotto il peso della loro vita, i furbi, gli onesti, i pavidi e i coraggiosi, quelli al limite della sopravvivenza e quelli con gli ori addosso e il senso del possesso negli occhi. Duemila anni fa lo spettacolo doveva essere uguale: umanità che portava e porta gli omaggi allo splendido Shiva in meditazione dentro il Gange.
Trekking spirituale dull'Himalaya - II parte
SECONDA PARTE
L'indomani riprese sul Gange da entrambe le rive e salita di sette o otto piani alla torre di Shiva a cui si arriva per mezzo di un sentiero di cemento coperto di muschio, molto scivoloso. Ogni giro di scale ha una campana appesa che viene suonata dal pellegrino che vi sale ed é tutto un festoso annunciarsi in preparazione del puja a Shiva che avviene in un tempio strettissimo posto all'ultimo piano da cui si gode un panorama maestoso: il Gange, da lassù sembra calmo, si snoda pigramente con ampie anse fra le colline e le campagne e il verde scuro é punteggiato di case e templi. Le nuvole basse danno profondità e lo sguardo corre lontano ad osservare altri rilievi che si susseguono come le quinte di un teatro. Quanta storia, quante genti sono passate! Venendo ne abbiamo osservato un campionario fra i negozietti lungo i ghats, abbiamo visto i gioiosi e quelli curvi sotto il peso della loro vita, i furbi, gli onesti, i pavidi e i coraggiosi, quelli al limite della sopravvivenza e quelli con gli ori addosso e il senso del possesso negli occhi. Duemila anni fa lo spettacolo doveva essere uguale: umanità che portava e porta gli omaggi allo splendido Shiva in meditazione dentro il Gange.
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