La mattina presto andiamo a meditare sulle rive della Ganga. Qui c'è una potenza spirituale straordinaria. Quel flusso impetuoso di corrente che appare inarrestabile è la nostra corrente spirituale di Amore. La Ganga corre veloce, senza indugi, e ci parla della nascita e della morte, della vita eterna oltre ad esse, dell'uomo e di Dio, della terra e del cielo. Con il cuore ci tuffiamo in queste acque e solo una preghiera è nella nostra mente.
Possa io ritornare alla luce, possa vivere l'Amore puro, possa sviluppare ogni qualità e talento per offrirli al Cielo e così dimostrare la mia gratitudine verso Dio, i Maestri, tutti gli esseri. Possa la mia esistenza dimorare nella gioia, nella purezza, nella dolcezza d'animo, nella forza di un pensiero elevato. Possa io risvegliami alla Vita.
Qui, lungo il fiume, si ha la sensazione di essere giunti a casa, il luogo da cui siamo partiti e dove finalmente ritorneremo.
Facciamo qualche passo controcorrente respirando un prana potentissimo, che entra dentro e vivifica. Gli occhi verdi di Madre Ganga rappresentata in una Murti in un kutir lungo il ghata sembrano entrarci dentro e non abbandonarci più. E' qui che vogliamo stare, è qui che vogliamo dimorare nella coscienza.
Verso metà mattina ci rechiamo in una spiaggetta sulla Ganga per ascoltare una lezione del nostro Maestro. Assieme a noi ci sono anche diverse mucche che vogliono ascoltare! Alcune si siedono placide, altre ci camminano intorno e annusano le nostre borse e tutto quel che abbiamo, altre ancora tentano di mangiare i nostri quaderni di appunti o le stuoie su cui siamo seduti. La loro curiosità ci diverte, mentre apprezziamo la loro speciale dolcezza e mansuetudine.
Il sistema socio-spirituale tradizionale vedico è l'argomento principale che viene approfondito in questa lezione.
“Come possiamo diventare utili nella società e al contempo evolvere spiritualmente? La tradizione indovedica ci spiega che ciò è possibile se svolgiamo nella società un ruolo adatto al nostro guna e karma, alle nostre tendenze ed esperienze, e se offriamo i frutti di queste azioni a Dio.
Ogni azione ha reale valore nella misura in cui è collegata al piano trascendente: è questo collegamento (Yoga) che dà senso alla vita e che ci rende veramente soddisfatti. Dobbiamo agire per realizzare il nostro potenziale divino, altrimenti il vivere è inutile, privo di scopo. L'azione compiuta in spirito di offerta a Dio spezza ogni catena.”
Matsyavatar Prabhu prosegue spiegando il sistema vedico del varna-ashrama dharma ed anche la sua degenerazione nel sistema delle caste. Descrive poi quali sono le caratteristiche di un autentico spiritualista, commentando lo shloka 42 del diciottesimo capitolo della Bhagavad-gita.
Il sole è diventato molto forte e, come sempre, le acque della Ganga ci ristorano. La sabbia bianca qui luccica come se contenesse infinite piccolissime pietre preziose.
Continuiamo a porre domande a Matsyavatar Prabhu per meglio comprendere il nostro dovere nella società e per armonizzarlo all'ordine universale. In questo viaggio la nostra vita si ricostituisce sul perno del dharma.
Al termine del nostro incontro un indiano di Varanasi si avvicina e dice al nostro Maestro: “Non capisco l'italiano ma ho capito che sei una grande anima. Desidero offrirti questa preghiera in tuo onore”.
E così inizia a cantare una preghiera al Guru: “Eh prabhu...”
Dopodiché tutti assieme intoniamo l'inno al Deva del Sole tratto dal Rigveda.
Om tad Vishnu paramam padam sadam...
28 agosto pomeriggio, “Siate testimoni della Tradizione”
Siamo di nuovo sulle rive della Ganga e proseguiamo il programma di domande e risposte iniziato al mattino.
“Se l'anima è eterna perché deve incarnarsi in corpi materiali e perché in questo mondo si trova a soffrire?”
“Come possiamo spiegarci le contraddizioni e i paradossi che vediamo in India?”
A questo proposito Matsyavatar Prabhu ci spiega:
“E' vero che questa era la terra dei rishi, che sulle sponde della Ganga sono state scritte alcune delle pagine più illuminate della storia dell'umanità, ma oggi in questi luoghi potete trovare anche chi pugnala al cuore questa grande Tradizione. Ma noi non dobbiamo far leva su ciò per crearci un alibi ed interrompere la nostra ricerca. L'India ha ancora un grande tesoro da donare all'umanità. Non lasciatevi distrarre dalle incrostazioni che ci sono in superficie. Siate testimoni della ricchezza spirituale che resta e che tuttora è visibile e che probabilmente con il passare degli anni non sarà più così accessibile”.
Un incontro speciale segna la conclusione di questa giornata. Vediamo una signora occidentale che si ferma ad ascoltare la lezione. Incuriositi andiamo a conoscerla e scopriamo che è italiana e che in Italia aveva letto uno dei libri del nostro Maestro, consigliata da un'amica. Inizia una bella conoscenza che approfondiremo anche nei giorni successivi.
29 agosto 2010, “Visita alla grotta di Vasistha”
Oggi andiamo in visita alla grotta del saggio Vasistha. La strada per raggiungere questo sacro luogo ci conduce nell'intimità di paesaggi naturali bellissimi, che ci danno la comprensione di che cosa davvero voglia dire essere alle pendici dell'Himalaya. La strada è dissestata a causa delle recenti forti piogge; ci sono frane, grossi alberi divelti, rocce sulla carreggiata che ostacolano il percorso e talvolta anche torrenti che la attraversano. Dentro di noi viene spontanea la seguente riflessione: il viaggio della vita è spesso tortuoso, ma se abbiamo scelto la giusta meta, infine esso ci riporta a casa.
Siamo arrivati alla grotta del saggio Vasistha. Qui la Ganga scorre impetuosa tra alte montagne. Questa è la dimora degli yogi, di coloro che hanno fatto della ricerca di Dio lo scopo della loro vita.
Prima di entrare nella grotta, Matsyavatar Prabhu ci aiuta a predisporci con la giusta consapevolezza per poter cogliere il massimo beneficio dalla visita di questo sacro luogo. Per quasi tutti noi è la prima volta, e forse sarà anche l'ultima in questa nostra vita, in cui abbiamo la possibilità di entrare in contatto con le speciali energie divine che caratterizzano questo tirtha.
“Nella Rivelazione vedica (Shruti) e nella Tradizione (Smriti), sono narrate le gesta di grandi saggi. Tra questi eccellono i sapta rishi, i sette saggi che rappresentano le stelle più luminose tra tutti i veggenti, e Vasistha è uno di questi. Noi siamo a Vasistha nivasa, la dimora di Vasistha. Per favore, non limitatevi a contemplare le suggestive bellezze naturali di questo luogo. Cercate piuttosto di entrarvi in contatto con l'anima. Percepirete un'energia alta, superiore, puramente spirituale, parama shakti. Le dimore dei grandi saggi, o i luoghi dove anche solo per breve tempo si sono fermati, ci offrono la preziosa, inestimabile opportunità di entrare in contatto con la loro energia spirituale che, se accolta con cuore sincero, purifica, eleva, permette di liberarci da condizionamenti e sofferenze.
Socchiudete gli occhi, lasciatevi trasportare dal canto spirituale che adesso intoneremo e cercate di comprendere che cosa per voi c'è di più importante nella vostra vita e qual è la cosa più preziosa che vorreste apprendere e realizzare dagli insegnamenti e dal modello di vita dei grandi saggi e dei puri devoti del Signore.
Tra qualche minuto entreremo in un antro buio, in un varco aperto nella roccia. Prima di entrarvi dobbiamo affinare la nostra coscienza, altrimenti vedremo soltanto un buco nero, come quando cerchiamo di guardare dentro di noi senza avere una visione spirituale. Occorre volgere i sensi dal fenomenico esterno a quella realtà superiore che costituisce l'essenza di tutto ciò che vedete. Questo obiettivo lo potrete conseguire concentrandovi nella meditazione e nell'invocazione di sacri mantra”.
Matsyavatar Prabhu prosegue spiegandoci la figura di Vasistha e la sua storia, narrandoci alcuni degli episodi più importanti della sua vita. Vasistha è stato uno dei precettori di Shri Rama e ha vissuto dedicandosi completamente al dharma e al servizio d'amore a Dio. Saggi come Vasistha vivono per gli altri, per favorire la loro realizzazione dell'essenza divina e il raggiungimento del puro Bene, ed è questo il segreto della felicità vera.
Mentre il nostro Maestro ci racconta alcune storie tratte dal Mahabharata legate alla figura di Vasistha, alcuni indiani pronunciano sommessamente inni sacri davanti all'entrata della grotta.
Che Vasistha ci arricchisca con la sua saggezza, con la sua sapienza, con la sua devozione. Siamo qui nella speranza di poter ricevere la sua misericordia e attraverso di lui la grazia divina. In questo momento speciale percepiamo chiaramente che questo nostro viaggio è tempo di grazia: ci sta aiutando ad uscire dalle gabbie dei condizionamenti per volare alto nel cielo.
Finalmente entriamo nella grotta. Un'energia potentissima ci invade; seguiamo le orme del nostro Maestro che ci porta a vedere nel buio la luce. In fondo alla grotta sediamo in raccoglimento davanti alle Murti di Shiva e di Vasistha ed offriamo loro fiori e incensi pronunciando nel cuore e ad alta voce la seguente preghiera: che il Signore ci dia volontà ed ispirazione per dedicarci al servizio d'Amore, scopo e più alta beatitudine della vita.
Dopo questa toccante esperienza, impossibile a descriversi pienamente a parole, ci rechiamo in una vicina spiaggia dove offriamo puja a Ganga Devi, madre di tutti gli esseri.
Che miracolo essere giunti fin qua e aver potuto ricevere dalla nostra Guida occhi per vedere!
Sulla spiaggia Matsyavatar Prabhu risponde ad alcune nostre domande su temi tra cui: il senso di possesso e lo spirito di offerta; la libertà da pretese e motivazioni egoistiche, l'importanza dello spirito ascetico.
Mentre Matsyavatar Prabhu parla, alcune farfalle ci volano attorno. Anche loro sembrano gioire della vita con noi.
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