lunedì 30 agosto 2010

30 agosto 2010, “Un giorno memorabile”

30 agosto 2010, “Un giorno memorabile”

Questo giorno costituisce per Shriman Matsya Avatar Prabhu una speciale ricorrenza: 34 anni fa incontrava per la prima volta quello che sarebbe diventato il suo amato Maestro spirituale e il viaggio che lo aveva portato ad incontrarlo e a conoscerlo era iniziato proprio qui a Rishikesh, dove uno yogi gli aveva parlato di Shrila Prabhupada e gli aveva raccomandato di recarsi da lui per apprendere lo Yoga della Bhakti. Al mattino ascoltiamo una memoria di questo primo viaggio a Rishikesh e del primo incontro del nostro Maestro con Shrila Prabhupada.

Nel pomeriggio ci rechiamo in visita presso un'importante Università indiana che ha impostato l'insegnamento e l'attività di ricerca in senso tradizionale, ovvero secondo i principi tipici di una vera e propria Gurukula. Nata all'interno di un'organizzazione socio-spirituale che rappresenta in India una realtà di grande rilievo a livello locale e nazionale, questa Università raccoglie migliaia di studenti sia in India che all'estero, con collaborazioni internazionali del più alto livello. Siamo qui anche perché interessati come Centro Studi Bhaktivedanta ad accogliere la richiesta di una collaborazione nell'organizzazione di Corsi congiunti riconosciuti dal Governo indiano.



Dopo essere stati accolti dal Preside e dal Vicepreside dell'Università, ci rechiamo nella sala in cui il nostro Maestro è stato invitato a tenere un discorso rivolto ad oltre cinquecento studenti e professori presenti. Il modo in cui veniamo accolti, con l'offerta di doni, cibo, canti e applausi, è davvero encomiabile. Ci sentiamo ospiti d'onore e allo stesso tempo membri di una famiglia ritrovata. Lo scopo che perseguiamo è comune: l'elevazione della coscienza verso la realizzazione della nostra natura spirituale e del nostro rapporto d'amore con Dio e con tutti gli esseri. Nel contesto di questo progetto formativo, ogni scienza e disciplina ha valore nella misura in cui consente di avvicinarsi alla realizzazione di tale primario obiettivo esistenziale.


Il Vicepreside, alla presenza delle più importanti figure istituzionali e rappresentative dell'Università, fa gli onori di casa e introduce l'incontro con queste parole:

“Vi sarete stupiti nel vedere occidentali che vestono abiti tradizionali indiani, che conoscono il sanscrito e i valori della cultura vedica. Questi nostri fratelli ci dimostrano che Oriente e Occidente possono unirsi nella comune ricerca del Bene, dei valori superiori dello Spirito, della Cultura autentica universale che non è mera erudizione ma Scienza dell'essere, Arte del vivere, Gioia dell'Amare. Siamo qui per costruire assieme un mondo migliore, in cui ci siano armonia, pace, fratellanza, libertà, amore e sapienza spirituale.”

Dopo la suggestiva invocazione corale di mantra e inni sacri offerta dalle centinaia di studenti presenti, segue una riflessione del nostro Maestro avente come perno l'importanza del dialogo tra Oriente e Occidente per la diffusione dei valori etici e spirituali.

“La conoscenza vedica è patrimonio non solo dell'India ma dell'umanità intera. Le opere vediche sono testi di alta spiritualità e anche di perfetta scientificità per conseguire un benessere profondo, autentico, duraturo. Se approfondiamo e pratichiamo gli insegnamenti dei rishi vedici, comprendiamo non solo come poter mantenere in buona salute l'individuo e il corpo sociale, ma ritroviamo anche le tracce di quello che è lo scopo della vita, con il quale possiamo ridare senso e valore a ciò che facciamo nel mondo. I rishi sono veggenti e profeti che hanno indicato una realtà invisibile ai sensi, la Realtà dietro le apparenze. Il sapere sacro che ci hanno trasmesso è fondamentale per curare le ansietà e le sofferenze dell'uomo moderno e per favorire la realizzazione della sua felicità e della sua aspirazione ad amare. La sapienza immortale dei Veda è una luce per tutto il mondo e aiutare gli altri a realizzarsi da un punto vista fisico, psicologico e spirituale, unendo le conoscenze delle varie discipline e della più alta spiritualità d'Oriente e d'Occidente, è la più grande missione che si possa compiere a favore del genere umano e di tutte le creature".







Il memorabile incontro si conclude con una visita al campus universitario e con la condivisione di una squisita cena indiana vegetariana.

31 agosto 2010 mattina, “La felicità è dentro di noi”

Siamo in un ghata lungo il fiume sacro, davanti alle murti dello Shiva Lingam, di Ganga devi e di Hanuman.

Un devoto indiano seduto vicino a noi canta una serie interminabile di mantra con una concentrazione e un assorbimento così profondi che ci rimangono nel cuore. Accompagna ogni mantra con mudra o gesti dell'antica simbologia sacra vedica.



In India la devozione è diffusa in poveri e in ricchi, la troviamo nella strada, lungo il fiume sacro, nelle capanne.
Mentre il Maestro risponde alle nostre domande, l'India esplode attorno a noi: si sentono mantra che vengono cantati sull'altra sponda della Ganga, bambini gioiosi che schiamazzano appena usciti da scuola, pujari che svolgono i loro doveri religiosi quotidiani, pellegrini in visita che camminano lungo Ganga Devi, la grande Madre.


“La felicità non si trova sull'altra sponda del fiume o dall'altra parte della montagna. La felicità si trova dentro di noi, nel cuore. Per realizzarla dobbiamo liberarci dai condizionamenti.
La vera rinuncia non consiste nell'avere o nel non avere, ma nell'utilizzare ogni cosa al servizio di Dio e del Bene di ogni essere. In verità noi non siamo proprietari di niente. Nasciamo nudi e ce ne andiamo nudi. Quel che ci appartiene lo è solo temporaneamente ed è frutto del karma. Ripetete dentro di voi questa frase: noi non siamo proprietari di niente.
Il distacco autentico si produce laddove il soggetto ha realizzato questa verità e tutto quello che temporaneamente possiede lo utilizza solo per amare. L'amore vero è l'esatto contrario del senso di possesso, della volontà di esclusione e delle pretese. Il segno dell'amore autentico è la libertà dall'attaccamento egoico, è la soddisfazione interiore dell'anima che non necessita di niente che sia esterno ad essa.
Siamo qui per ricercare la vera ricchezza, quella che la morte non porta via e che unicamente consiste nella realizzazione spirituale.”



Mentre Matsyavatar Prabhu parla, continuiamo a sentire echeggiare nell'etere mantra e canti spirituali vaishnava: om namo bhagavate vasudevaya..
Alcuni bambini indiani ci vengono a trovare e si siedono tra noi. Una bambina chiede di indossare le nostre cuffie audiotour e ascolta le parole del nostro Maestro. E' fiera e felice di essere parte anche lei del nostro gruppo di Sat-sanga!



Cominciamo a cantare la lode “Gurudeva” di Bhaktivinoda Thakur. I bambini presenti si uniscono al nostro canto, battono le mani con noi e alla fine danziamo assieme per glorificare il Signore. Mani bianche e nere si stringono, occhi ridono, cuori si capiscono al di là delle parole.

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