15 ottobre 2011
Ieri abbiamo trascorso tutto il giorno in viaggio. Da Uttarkashi occorrono infatti più di nove ore per arrivare a Rishikesh.
Stamani mattina ci rechiamo su di una spiaggetta a Rama Jhula, per ascoltare l'ultima lezione di questo seminario sulle rive di Madre Ganga. Guru Maharaja ci spiega le convergenze e le differenze tra Yoga e Psicoterapia. In comune queste discipline hanno l'intento di ridurre ed eliminare le distorsioni e le variazioni psichiche, seppur con l'utilizzo di metodologie diverse, ma lo Yoga - a differenza della Psicoterapia - prende in considerazione anche un'altra e superiore dimensione dell'essere che è quella spirituale.
domenica 30 ottobre 2011
sabato 29 ottobre 2011
Nel cuore dell'India - Himalaya 2011
13 ottobre 2011
Siamo partiti stamani mattina alle 9 da Gangotri e da poco, all'ora di pranzo, siamo arrivati ad Uttarkashi. Qui il clima è molto diverso. Ci siamo tolti maglioni e giacche a vento. Siamo a 1351 metri di altitudine.
Ora siamo nel giardino dell'Hotel Shivaling e ascoltiamo la lezione di Marco Ferrini, che sta rispondendo alle nostre domande.

Siamo partiti stamani mattina alle 9 da Gangotri e da poco, all'ora di pranzo, siamo arrivati ad Uttarkashi. Qui il clima è molto diverso. Ci siamo tolti maglioni e giacche a vento. Siamo a 1351 metri di altitudine.
Ora siamo nel giardino dell'Hotel Shivaling e ascoltiamo la lezione di Marco Ferrini, che sta rispondendo alle nostre domande.
Il sentiero della vita - Himalaya 2011
12 ottobre 2011
Questa notte, nonostante il freddo pungente nella tenda, ho fatto un sogno bellissimo. Con il mio Guru Maharaja vedevamo su di una bancarella una meravigliosa Murti di Shri Shri Krishna e Balarama. Erano due ragazzini bellissimi, giocosi e sprizzanti di energia. Quei loro sguardi dolci e vivaci rimarranno per sempre nel mio cuore. E' la Murti più bella che abbia mai visto.

Al mattino, prima di ripartire per Gangotri, scambio qualche parola con un ragazzo indiano che incontro per la prima volta e che non so di preciso che cosa stia facendo a Bhojbasa. E' profondamente colpito dalla figura del nostro Guru Maharaja e mi dice: “Si vede che è una persona così dolce ed elevata. Segui sempre i suoi insegnamenti e sarai sempre protetta e felice”. Queste parole mi arrivano come l'ennesima conferma del cammino che ho scelto di fare e della guida che ho scelto di seguire. Una conferma che però ha un valore aggiunto speciale per la sacralità del luogo in cui mi trovo e per le strane circostanze con cui mi si manifesta.
Questa notte, nonostante il freddo pungente nella tenda, ho fatto un sogno bellissimo. Con il mio Guru Maharaja vedevamo su di una bancarella una meravigliosa Murti di Shri Shri Krishna e Balarama. Erano due ragazzini bellissimi, giocosi e sprizzanti di energia. Quei loro sguardi dolci e vivaci rimarranno per sempre nel mio cuore. E' la Murti più bella che abbia mai visto.
Al mattino, prima di ripartire per Gangotri, scambio qualche parola con un ragazzo indiano che incontro per la prima volta e che non so di preciso che cosa stia facendo a Bhojbasa. E' profondamente colpito dalla figura del nostro Guru Maharaja e mi dice: “Si vede che è una persona così dolce ed elevata. Segui sempre i suoi insegnamenti e sarai sempre protetta e felice”. Queste parole mi arrivano come l'ennesima conferma del cammino che ho scelto di fare e della guida che ho scelto di seguire. Una conferma che però ha un valore aggiunto speciale per la sacralità del luogo in cui mi trovo e per le strane circostanze con cui mi si manifesta.
venerdì 28 ottobre 2011
Fino alle Sorgenti - Himalaya 2011
11 ottobre 2011
La mattina presto andiamo a fare le abluzioni nel Gange. Ci laviamo le mani strofinandole con la sabbia e bagnandole nell'acqua del fiume. Diventano pulitissime e brillanti.
Dopo una ricca colazione, riprendiamo il nostro cammino in direzione di Gaumukh, “la bocca della mucca”, la vera e propria sorgente del Gange, laddove c'è il ghiacciaio dal quale nasce il grande fiume.

Dopo circa tre ore di cammino arriviamo alla sorgente. Qui il fiume scorre ancora più impetuoso. Ora siamo proprio di fronte al ghiacciaio. Ci avviciniamo anche oltre il limite consentito dalla nostra guida. Ogni tanto vediamo cadere pezzi di ghiaccio. Sappiamo che può essere pericoloso, ma la voce del grande fiume ci chiama. Qui il Divino si manifesta più imponente che mai. Che esperienza straordinaria è questa!
La mattina presto andiamo a fare le abluzioni nel Gange. Ci laviamo le mani strofinandole con la sabbia e bagnandole nell'acqua del fiume. Diventano pulitissime e brillanti.
Dopo una ricca colazione, riprendiamo il nostro cammino in direzione di Gaumukh, “la bocca della mucca”, la vera e propria sorgente del Gange, laddove c'è il ghiacciaio dal quale nasce il grande fiume.
Dopo circa tre ore di cammino arriviamo alla sorgente. Qui il fiume scorre ancora più impetuoso. Ora siamo proprio di fronte al ghiacciaio. Ci avviciniamo anche oltre il limite consentito dalla nostra guida. Ogni tanto vediamo cadere pezzi di ghiaccio. Sappiamo che può essere pericoloso, ma la voce del grande fiume ci chiama. Qui il Divino si manifesta più imponente che mai. Che esperienza straordinaria è questa!
La scalata - Himalaya 2011
10 ottobre 2011
Stiamo salendo le alte vette. Dai 3048 metri di Gangotri oggi arriveremo ai 3775 metri di altitudine di Bhojbasa. Impossibile descrivere quel che stiamo vedendo. Picchi di bellezza infinita. Il grande fiume che scorre spumeggiante nelle valli.

Che versi occorrerebbero per saper rendere quel che i nostri occhi stanno contemplando? Forse solo i Deva potrebbero scriverli. Il cielo è di un celeste intenso. Nemmeno una nuvola si intravede. La neve sui picchi innevati sembra così vicina da poterla quasi toccare. Si adagia leggera sulle pareti di roccia di granito. Dopo poche ore di cammino, già ci è chiaro che qui siamo in Paradiso.
Stiamo salendo le alte vette. Dai 3048 metri di Gangotri oggi arriveremo ai 3775 metri di altitudine di Bhojbasa. Impossibile descrivere quel che stiamo vedendo. Picchi di bellezza infinita. Il grande fiume che scorre spumeggiante nelle valli.
Che versi occorrerebbero per saper rendere quel che i nostri occhi stanno contemplando? Forse solo i Deva potrebbero scriverli. Il cielo è di un celeste intenso. Nemmeno una nuvola si intravede. La neve sui picchi innevati sembra così vicina da poterla quasi toccare. Si adagia leggera sulle pareti di roccia di granito. Dopo poche ore di cammino, già ci è chiaro che qui siamo in Paradiso.
giovedì 27 ottobre 2011
L'arrivo a Gangotri - Himalaya 2011
Uttarkashi-Gangotri, 9 ottobre 2011
Siamo partiti da Uttarkashi per Gangotri. Il paesaggio si fa sempre più bello. Sentiamo sempre di più il respiro, la possanza, la sacralità delle grandi montagne himalayane. Ora ne sentiamo i profumi, ne contempliamo i colori, cominciamo a capire i loro abitanti. Osserviamo con ammirazione gli occhi dei bambini che vivono qui. Ogni tanto ne troviamo qualcuno accovacciato su qualche roccia; guardano le auto che passano sulla strada e poi le loro montagne. Dalle loro espressioni si capisce molto di questi luoghi speciali. Incontriamo donne che trasportano fasci d'erbe e carichi pesanti sulla testa. L'Himalaya è nei loro occhi.

Le vette innevate
Poco dopo la partenza intravediamo i picchi innevati del ghiacciaio Gangotri. Non ci sembra vero che siamo riusciti ad arrivare fino a qui. Centinaia di ruscelli scorrono giù da queste montagne con impetuosità formando tante piccole cascate, fonte di prana; sono i piccoli affluenti del grande fiume.
Siamo partiti da Uttarkashi per Gangotri. Il paesaggio si fa sempre più bello. Sentiamo sempre di più il respiro, la possanza, la sacralità delle grandi montagne himalayane. Ora ne sentiamo i profumi, ne contempliamo i colori, cominciamo a capire i loro abitanti. Osserviamo con ammirazione gli occhi dei bambini che vivono qui. Ogni tanto ne troviamo qualcuno accovacciato su qualche roccia; guardano le auto che passano sulla strada e poi le loro montagne. Dalle loro espressioni si capisce molto di questi luoghi speciali. Incontriamo donne che trasportano fasci d'erbe e carichi pesanti sulla testa. L'Himalaya è nei loro occhi.
Le vette innevate
Poco dopo la partenza intravediamo i picchi innevati del ghiacciaio Gangotri. Non ci sembra vero che siamo riusciti ad arrivare fino a qui. Centinaia di ruscelli scorrono giù da queste montagne con impetuosità formando tante piccole cascate, fonte di prana; sono i piccoli affluenti del grande fiume.
In viaggio verso Uttarkashi - Himalaya 2011
Rishikesh-Uttarkashi, 8 ottobre 2011
Con nove auto partiamo da Rishikesh per Uttarkashi. Sono le dieci del mattino.

Le nostre auto
E' una bella giornata di sole. Il tempo fino ad oggi è sempre stato molto buono. La strada sale, viviamo queste ore in un vorticoso roteare, estasiati da paesaggi meravigliosi. Si aprono grandi vallate di montagne dietro quasi ogni curva. Le orecchie cominciano a tapparsi. L'aria si fa più fine e fresca. La nostra meta si avvicina.

Panorami suggestivi
Lungo la strada incontriamo alcune colorate bancarelle, che vendono oggetti vari, frutta e verdura (tantissimo ginger, esposto a mucchi!) e persone che camminano lungo il ciglio della strada. Ci incuriosisce sapere dove stanno andando, qui tra queste montagne.

Bancarelle colorate
Più avanti incontriamo anche degli altari votivi e una grande Murti di Hanuman. Ci sono cavalli bianchi e mucche al pascolo, proprio sul ciglio della strada. Anche capre e bufali che dormono in mezzo alla carreggiata!
Le montagne cominciano ad ergersi imponenti attorno a noi. Viaggiamo a bordo di una comoda Toyota, ma le strade rigorosamente non hanno nessuna barriera di protezione! Solo nelle curve più pericolose c'è qualche basso guard rail. Ma per fortuna abbiamo un bravo autista! E' un ragazzo Sikh che si dimostra molto sensibile, attento e rispettoso nei confronti di Guru Maharaja. Ci dice di chiamarsi “Happy”!
Vediamo tanti smottamenti lungo la strada. La montagna sembra fatta di una roccia fragilissima simile all'ardesia, a strati, molto soggetta a frane e infatti ne incontriamo molte.

Di vedetta
Davanti ad alcune bancherelle lungo la strada vediamo casse vuote con il marchio Coca cola. E pensare che qui trent'anni fa non c'era nessun turista. Cascate di acqua trasparente, di un verde chiaro, scorrono numerose tra queste montagne.

Una terra di contraddizioni
Il nostro autista tiene sempre la radio accesa e così ascoltiamo uno dopo l'altro bellissimi canti devozionali. Radhe Radhe japakaro Krishnanama rasapiya karo! Shri Krishna Govinda Hare Murari He Natha Narayana Vasudevaya!
Tra queste montagne coltivano anche il riso, ci sono molti campi mentre saliamo.
Ad un certo punto la strada si fa particolarmente stretta. Una frana ha invaso la carreggiata. Le bancherelle sul ciglio della strada si trovano ora proprio di fronte alla frana. I loro proprietari convivono con le forze invincibili della natura.
Poco più avanti ci sono accampamenti improvvisati: due corti bastoni piantati nel terreno ai quali è fissato un telo. Sotto delle donne e ragazze stanno cucinando qualcosa con dei fornellini da campo. Incrocio lo sguardo di una ragazzina che sta sotto questa tenda come se stesse in una reggia: eretta, impassibile, siede a gambe incrociate e guarda la strada. Penso che non mi scorderò mai più quel suo sguardo fisso e penetrante.
in auto Guru Maharaja canta i Nomi divini. Il santo nome è glorioso, potente, immortale, misericordioso, compassionevole. Siamo arrivati a Chomba, qui prenderemo prasada. E' ora di pranzo.
Ci fermiamo in un luogo bellissimo, a 2200 metri d'altezza. Poiché il clima è totalmente diverso dal nostro in Italia, anche a questa altitudine qui ci sono rose, margherite e conifere, laddove da noi ci sarebbe solo la neve!

Un giardino fiorito
Dopo uno squisito prasada riprendiamo il viaggio.
Più in alto saliamo, più bello diventa il paesaggio. Ma anche più frequenti le frane, i dirupi, gli alberi divelti; saranno ancora i resti delle piogge monsoniche torrenziali dello scorso anno.
Sorprendente vedere bambini su queste strade di montagna con la cartella in spalla, tutti vestiti uguali, mentre ritornano da scuola. Chissà quanti chilometri a piedi ogni giorno debbono fare.
Finalmente si cominciano a vedere gli alti picchi.
Man mano che saliamo si alza il vento. Siamo vicini al tramonto. Il cielo è rosato e il suo colore ben si sposa con la terra rossa di queste montagne.

Terra rossa
Con nove auto partiamo da Rishikesh per Uttarkashi. Sono le dieci del mattino.
Le nostre auto
E' una bella giornata di sole. Il tempo fino ad oggi è sempre stato molto buono. La strada sale, viviamo queste ore in un vorticoso roteare, estasiati da paesaggi meravigliosi. Si aprono grandi vallate di montagne dietro quasi ogni curva. Le orecchie cominciano a tapparsi. L'aria si fa più fine e fresca. La nostra meta si avvicina.
Panorami suggestivi
Lungo la strada incontriamo alcune colorate bancarelle, che vendono oggetti vari, frutta e verdura (tantissimo ginger, esposto a mucchi!) e persone che camminano lungo il ciglio della strada. Ci incuriosisce sapere dove stanno andando, qui tra queste montagne.
Bancarelle colorate
Più avanti incontriamo anche degli altari votivi e una grande Murti di Hanuman. Ci sono cavalli bianchi e mucche al pascolo, proprio sul ciglio della strada. Anche capre e bufali che dormono in mezzo alla carreggiata!
Le montagne cominciano ad ergersi imponenti attorno a noi. Viaggiamo a bordo di una comoda Toyota, ma le strade rigorosamente non hanno nessuna barriera di protezione! Solo nelle curve più pericolose c'è qualche basso guard rail. Ma per fortuna abbiamo un bravo autista! E' un ragazzo Sikh che si dimostra molto sensibile, attento e rispettoso nei confronti di Guru Maharaja. Ci dice di chiamarsi “Happy”!
Vediamo tanti smottamenti lungo la strada. La montagna sembra fatta di una roccia fragilissima simile all'ardesia, a strati, molto soggetta a frane e infatti ne incontriamo molte.
Di vedetta
Davanti ad alcune bancherelle lungo la strada vediamo casse vuote con il marchio Coca cola. E pensare che qui trent'anni fa non c'era nessun turista. Cascate di acqua trasparente, di un verde chiaro, scorrono numerose tra queste montagne.
Una terra di contraddizioni
Il nostro autista tiene sempre la radio accesa e così ascoltiamo uno dopo l'altro bellissimi canti devozionali. Radhe Radhe japakaro Krishnanama rasapiya karo! Shri Krishna Govinda Hare Murari He Natha Narayana Vasudevaya!
Tra queste montagne coltivano anche il riso, ci sono molti campi mentre saliamo.
Ad un certo punto la strada si fa particolarmente stretta. Una frana ha invaso la carreggiata. Le bancherelle sul ciglio della strada si trovano ora proprio di fronte alla frana. I loro proprietari convivono con le forze invincibili della natura.
Poco più avanti ci sono accampamenti improvvisati: due corti bastoni piantati nel terreno ai quali è fissato un telo. Sotto delle donne e ragazze stanno cucinando qualcosa con dei fornellini da campo. Incrocio lo sguardo di una ragazzina che sta sotto questa tenda come se stesse in una reggia: eretta, impassibile, siede a gambe incrociate e guarda la strada. Penso che non mi scorderò mai più quel suo sguardo fisso e penetrante.
in auto Guru Maharaja canta i Nomi divini. Il santo nome è glorioso, potente, immortale, misericordioso, compassionevole. Siamo arrivati a Chomba, qui prenderemo prasada. E' ora di pranzo.
Ci fermiamo in un luogo bellissimo, a 2200 metri d'altezza. Poiché il clima è totalmente diverso dal nostro in Italia, anche a questa altitudine qui ci sono rose, margherite e conifere, laddove da noi ci sarebbe solo la neve!
Un giardino fiorito
Dopo uno squisito prasada riprendiamo il viaggio.
Più in alto saliamo, più bello diventa il paesaggio. Ma anche più frequenti le frane, i dirupi, gli alberi divelti; saranno ancora i resti delle piogge monsoniche torrenziali dello scorso anno.
Sorprendente vedere bambini su queste strade di montagna con la cartella in spalla, tutti vestiti uguali, mentre ritornano da scuola. Chissà quanti chilometri a piedi ogni giorno debbono fare.
Finalmente si cominciano a vedere gli alti picchi.
Man mano che saliamo si alza il vento. Siamo vicini al tramonto. Il cielo è rosato e il suo colore ben si sposa con la terra rossa di queste montagne.
Terra rossa
Partenza per Gangotri - Himalaya 2011
In questo momento (sono le 10 ore indiane) stiamo partendo da Rishikesh verso Uttarkashi, poi raggiungeremo Gangotri.

Partenza per Gangotri
Partenza per Gangotri
mercoledì 26 ottobre 2011
Ultima lezione a Rishikesh - Himalaya 2011
Rishikesh, 7 ottobre 2011
Come tutte le mattine andiamo a cantare i santi Nomi lungo il fiume sacro. E' uno dei momenti più belli della giornata. Poi dalle 6.30 alle 7.30 facciamo un'ora di asana Yoga e pranayama.

Come tutte le mattine andiamo a cantare i santi Nomi lungo il fiume sacro. E' uno dei momenti più belli della giornata. Poi dalle 6.30 alle 7.30 facciamo un'ora di asana Yoga e pranayama.
martedì 25 ottobre 2011
Una giornata storica - Himalaya 2011
Università di Haridwar, 6 ottobre 2011
Al mattino andiamo a visitare alcuni templi ad Haridwar e al pomeriggio ritorniamo con Guru Maharaja all'Università indiana che ospita l'International Yoga, Culture and Spirituality Festival.
In questo momento Shrila Gurudeva sta tenendo il suo intervento in inglese. E' la prima volta che in una sua conferenza pubblica lo sento parlare direttamente, senza traduzioni, in una lingua straniera! E' un momento storico!

Marco Ferrini all'International Yoga Festival
Al mattino andiamo a visitare alcuni templi ad Haridwar e al pomeriggio ritorniamo con Guru Maharaja all'Università indiana che ospita l'International Yoga, Culture and Spirituality Festival.
In questo momento Shrila Gurudeva sta tenendo il suo intervento in inglese. E' la prima volta che in una sua conferenza pubblica lo sento parlare direttamente, senza traduzioni, in una lingua straniera! E' un momento storico!
Marco Ferrini all'International Yoga Festival
lunedì 24 ottobre 2011
La visita alla grotta di Vasistha - Himalaya 2011
Grotta di Vasistha, 5 ottobre 2011
Oggi andiamo a visitare la grotta di Vasistha Muni. Siamo sulla tortuosa strada verso Devaprayag. Bellissimo lo scorrere del Gange tra le montagne nella valle. La strada segue proprio il suo corso. Lungo la strada incontriamo asini che vengono caricati con mattoni pesanti e che aiutano l'uomo nella costruzione di case. Sanno già da soli dove devono andare con il loro pesante carico. Una scimmia a pancia in giù si lascia grattare dalla sua compagna. Che simpatiche che sono!

Lungo il sacro fiume
Arrivati scendiamo a piedi per una stradina ripida nel bosco che porta alla grotta. Stanno accedendo un sacrificio del fuoco, e dunque prima di far visita alla grotta decidiamo di andare a fare gli omaggi a Ganga devi, scendendo nella spiaggia sottostante. Guru Maharaja ci insegna che per prima cosa dobbiamo toccare l'acqua del Gange con la testa e solo dopo con i piedi.
Oggi andiamo a visitare la grotta di Vasistha Muni. Siamo sulla tortuosa strada verso Devaprayag. Bellissimo lo scorrere del Gange tra le montagne nella valle. La strada segue proprio il suo corso. Lungo la strada incontriamo asini che vengono caricati con mattoni pesanti e che aiutano l'uomo nella costruzione di case. Sanno già da soli dove devono andare con il loro pesante carico. Una scimmia a pancia in giù si lascia grattare dalla sua compagna. Che simpatiche che sono!
Lungo il sacro fiume
Arrivati scendiamo a piedi per una stradina ripida nel bosco che porta alla grotta. Stanno accedendo un sacrificio del fuoco, e dunque prima di far visita alla grotta decidiamo di andare a fare gli omaggi a Ganga devi, scendendo nella spiaggia sottostante. Guru Maharaja ci insegna che per prima cosa dobbiamo toccare l'acqua del Gange con la testa e solo dopo con i piedi.
domenica 23 ottobre 2011
Partecipazione all'International Yoga Festival - Himalaya 2011
Haridwar, 4 ottobre 2011
Oggi partecipiamo alla prima giornata dell'International Yoga, Culture and Spirituality Festival, che si svolge presso un'importante università indiana ad Haridwar, a circa mezz'ora di distanza di auto da Rishikesh.
Ci accoglie il Vice Rettore dell'Università che ci saluta personalmente e consegna a ciascuno del nostro gruppo il programma dell'evento e del materiale informativo.
Seguiamo una prima sessione di asana Yoga, dopodiché veniamo invitati a partecipare ad uno yajna tradizionale vedico.

Il sacrificio del fuoco
Oggi partecipiamo alla prima giornata dell'International Yoga, Culture and Spirituality Festival, che si svolge presso un'importante università indiana ad Haridwar, a circa mezz'ora di distanza di auto da Rishikesh.
Ci accoglie il Vice Rettore dell'Università che ci saluta personalmente e consegna a ciascuno del nostro gruppo il programma dell'evento e del materiale informativo.
Seguiamo una prima sessione di asana Yoga, dopodiché veniamo invitati a partecipare ad uno yajna tradizionale vedico.
Il sacrificio del fuoco
venerdì 21 ottobre 2011
Qui tutto vive - Himalaya 2011
Rishikesh, 3 ottobre 2011 pomeriggio
Ritorniamo sulle rive di Ganga Devi. Alcuni di noi si bagnano nelle acque sacre. Ganga Mayi scorre impetuosa. Poco più avanti, in questa parte di Rishikesh, il fiume ha portato via una parte di terrazza del ghata. Vediamo massi pesanti tonnellate portati via dalle acque. E' successo lo scorso anno quando ci sono state piogge torrenziali e alluvioni. In quell'occasione il fiume si è ripreso anche la gigantesca statua di Shiva che si trovava non molto lontano da qui.

In questa lezione Marco Ferrini ci spiega che le ombre del carattere sono conseguenza delle proiezioni mentali indotte da asmita, una falsa concezione di sé basata sull'identificazione con il corpo e con gli stati mentali, da cui derivano illusioni e sofferenze. Il Maestro ci spiega questo concetto portandoci anche esempi tratti dalla civiltà ellenica; ci parla delle vicende narrate nell'Iliade, che dimostrano come l'ira, la vendetta, il desiderio di depredare e di sopraffare gli altri sono causa della propria sconfitta personale. Tutti soffrono nella misura in cui sono identificati con asmita.
Ritorniamo sulle rive di Ganga Devi. Alcuni di noi si bagnano nelle acque sacre. Ganga Mayi scorre impetuosa. Poco più avanti, in questa parte di Rishikesh, il fiume ha portato via una parte di terrazza del ghata. Vediamo massi pesanti tonnellate portati via dalle acque. E' successo lo scorso anno quando ci sono state piogge torrenziali e alluvioni. In quell'occasione il fiume si è ripreso anche la gigantesca statua di Shiva che si trovava non molto lontano da qui.
In questa lezione Marco Ferrini ci spiega che le ombre del carattere sono conseguenza delle proiezioni mentali indotte da asmita, una falsa concezione di sé basata sull'identificazione con il corpo e con gli stati mentali, da cui derivano illusioni e sofferenze. Il Maestro ci spiega questo concetto portandoci anche esempi tratti dalla civiltà ellenica; ci parla delle vicende narrate nell'Iliade, che dimostrano come l'ira, la vendetta, il desiderio di depredare e di sopraffare gli altri sono causa della propria sconfitta personale. Tutti soffrono nella misura in cui sono identificati con asmita.
giovedì 20 ottobre 2011
La prima lezione sul Gange - Himalaya 2011
Rishikesh, 3 ottobre 2011 mattina
Siamo finalmente vicini a Madre Ganga, poco dopo il ponte di Ramjhula, seduti su di una spiaggetta sotto l'ombra di un albero baniano, con una brezza leggera che ci sfiora: porta il prana del grande fiume. Qui Marco Ferrini tiene il primo incontro del Seminario.
“Athato yoga anushasanam: “Ora la disciplina dello Yoga”. Yoga città vritti nirodha: “Lo Yoga è il controllo delle variazioni della mente”.
E' una pratica difficile, specialmente per chi è soggetto ad instabilità psichica, emozionale ed affettiva, a cambi d'umore improvvisi, ma sono proprio queste persone che avrebbero più bisogno di dedicarsi a questa antica disciplina: arte e scienza del vivere. Una mente fuori controllo è il nostro nemico peggiore, così spiega Krishna ad Arjuna nella Bhagavad-gita.

Siamo finalmente vicini a Madre Ganga, poco dopo il ponte di Ramjhula, seduti su di una spiaggetta sotto l'ombra di un albero baniano, con una brezza leggera che ci sfiora: porta il prana del grande fiume. Qui Marco Ferrini tiene il primo incontro del Seminario.
“Athato yoga anushasanam: “Ora la disciplina dello Yoga”. Yoga città vritti nirodha: “Lo Yoga è il controllo delle variazioni della mente”.
E' una pratica difficile, specialmente per chi è soggetto ad instabilità psichica, emozionale ed affettiva, a cambi d'umore improvvisi, ma sono proprio queste persone che avrebbero più bisogno di dedicarsi a questa antica disciplina: arte e scienza del vivere. Una mente fuori controllo è il nostro nemico peggiore, così spiega Krishna ad Arjuna nella Bhagavad-gita.
mercoledì 19 ottobre 2011
L'arrivo in India - Himalaya 2011
Delhi, 2 ottobre 2011
Alle cinque ore italiane siamo vicini a Delhi. Ci sveglia la sistematica e puntuale assistenza delle hostess, e la luce abbagliante del sole che proviene dai finestrini. Dall'alto la terra sembra tutt'altra cosa: cambia la prospettiva, e con essa cambiano il pensiero, le emozioni e la consapevolezza. Da quassù le vicende quotidiane degli umani appaiono piccole, ridimensionate, quasi nemmeno si vedono. Si percepisce invece che c'è molto oltre e che qualcuno dall'alto ti sta a guardare.

Mentre stiamo atterrando iI comandante di bordo ci invita a guardare un breve video su Indira Gandhi, di cui l'aeroporto dove stiamo atterrando porta il nome. Siamo stimolati così ad avere i primi contatti con la cultura dell'India, con l'animus indiano, con le radici della sua storia che si estendono fino al suo presente. Le ali dell'aereo sembra che tremino mentre si avvicinano a terra. Ed eccoci finalmente sbarcati in India! Inizia l'avventura.
Alle cinque ore italiane siamo vicini a Delhi. Ci sveglia la sistematica e puntuale assistenza delle hostess, e la luce abbagliante del sole che proviene dai finestrini. Dall'alto la terra sembra tutt'altra cosa: cambia la prospettiva, e con essa cambiano il pensiero, le emozioni e la consapevolezza. Da quassù le vicende quotidiane degli umani appaiono piccole, ridimensionate, quasi nemmeno si vedono. Si percepisce invece che c'è molto oltre e che qualcuno dall'alto ti sta a guardare.
Mentre stiamo atterrando iI comandante di bordo ci invita a guardare un breve video su Indira Gandhi, di cui l'aeroporto dove stiamo atterrando porta il nome. Siamo stimolati così ad avere i primi contatti con la cultura dell'India, con l'animus indiano, con le radici della sua storia che si estendono fino al suo presente. Le ali dell'aereo sembra che tremino mentre si avvicinano a terra. Ed eccoci finalmente sbarcati in India! Inizia l'avventura.
martedì 18 ottobre 2011
La musica e il volo del cuore - Himalaya 2011
Aeroporto Malpensa, ore 21
Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.
Poco prima di imbarcarci sull'aereo, seduti davanti al nostro gate, Marco Ferrini racconta delle debolezze e delle virtù umane, e ci dice che Beethoven compose la sua migliore sinfonia quando era sordo, perché la musica è dentro. Ciò che sperimentiamo nel nostro mondo interiore è molto più importante di quel che cogliamo con i sensi all'esterno.
Inizia il Viaggio - Himalaya 2011
Aeroporto Malpensa, 1 ottobre 2011 ore 21
Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.
Siamo in aeroporto. Nel mezzo di persone che arrivano e partono, si crea spontaneamente il primo momento di incontro con il nostro Maestro che vede unito il nostro gruppo: una lezione che nasce spontanea mentre Guru Maharaja sta terminando di prendere lo squisito prasada preparato per il viaggio.
Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu):
“Possiamo realizzare nella Bhakti, nella pratica dell'Amore divino, una gioia completa. Non c'è da escludere a priori il piacere dei sensi: questo lo si sperimenta naturalmente quando volgiamo le nostre attività alla ricerca di un bene superiore, e ancor più quando agiamo in spirito di offerta al Divino.
Il cibo offerto a Dio è superiore al digiuno, così come il parlare eticamente e filosoficamente corretto è superiore al silenzio. La Bhakti è anche festa dei sensi, oltre che festa dell'anima, perché tutto il nostro essere, su tutti i piani, beneficia del collegamento a livelli più elevati di realtà. La vita è gioia, e la Bhakti ci permette di sperimentarla appieno”.
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giovedì 29 settembre 2011
Pellegrinaggio in India 2006
Un Viaggio nella Conoscenza
E’ stato un viaggio all’interno di noi stessi, una profonda purificazione della memoria.
Il fatto che ci siamo spostati spazialmente visitando luoghi considerati sacri da una tradizione millenaria è stata una grande opportunità, un forte stimolo per fare un viaggio interiore. Il Prof. Ferrini ci ha condotti e guidati in questa straordinaria esperienza di crescita, in cui luoghi e gesti di antica e infinita potenza spirituale ci sono entrati dentro, nel cuore, attraendo come magneti la nostra attenzione e i nostri pensieri profondi, come in un percorso alle origini della vita e della coscienza. Eravamo in quaranta, la maggior parte studenti della nostra Scuola, molti dei quali visitavano l’India per la prima volta.
E’ stato un viaggio all’interno di noi stessi, una profonda purificazione della memoria.
Il fatto che ci siamo spostati spazialmente visitando luoghi considerati sacri da una tradizione millenaria è stata una grande opportunità, un forte stimolo per fare un viaggio interiore. Il Prof. Ferrini ci ha condotti e guidati in questa straordinaria esperienza di crescita, in cui luoghi e gesti di antica e infinita potenza spirituale ci sono entrati dentro, nel cuore, attraendo come magneti la nostra attenzione e i nostri pensieri profondi, come in un percorso alle origini della vita e della coscienza. Eravamo in quaranta, la maggior parte studenti della nostra Scuola, molti dei quali visitavano l’India per la prima volta.
lunedì 28 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - IX Parte
28 febbraio 2011 – Visita al Tempio di Govinda Raja
Questo pomeriggio abbiamo visitato il bellissimo tempio di Govindaraja. E' un tempio che appartiene alla Shri Sampradaya di Ramanujacarya, il quale visse qui per circa 20 anni. In questo luogo si sperimenta un'atmosfera davvero particolare, molto forte spiritualmente. Appena entriamo Shrila Gurudeva Matsyavatara Prabhu ci introduce alla figura di Ramanuja, spiegandoci il suo ruolo importante nella divulgazione del Vedanta Vaishnava. Per circa un'ora il nostro Maestro espone l'essenza della filosofia Vishishtadvaita Vedanta e le differenze che sussistono rispetto alla Scuola Advaita Vedanta fondata da Shankaracarya.
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Diario del Seminario in India del Sud 2011 - IX Parte
28 febbraio 2011 – Visita al Tempio di Govinda Raja
Questo pomeriggio abbiamo visitato il bellissimo tempio di Govindaraja. E' un tempio che appartiene alla Shri Sampradaya di Ramanujacarya, il quale visse qui per circa 20 anni. In questo luogo si sperimenta un'atmosfera davvero particolare, molto forte spiritualmente. Appena entriamo Shrila Gurudeva Matsyavatara Prabhu ci introduce alla figura di Ramanuja, spiegandoci il suo ruolo importante nella divulgazione del Vedanta Vaishnava. Per circa un'ora il nostro Maestro espone l'essenza della filosofia Vishishtadvaita Vedanta e le differenze che sussistono rispetto alla Scuola Advaita Vedanta fondata da Shankaracarya.
Questo pomeriggio abbiamo visitato il bellissimo tempio di Govindaraja. E' un tempio che appartiene alla Shri Sampradaya di Ramanujacarya, il quale visse qui per circa 20 anni. In questo luogo si sperimenta un'atmosfera davvero particolare, molto forte spiritualmente. Appena entriamo Shrila Gurudeva Matsyavatara Prabhu ci introduce alla figura di Ramanuja, spiegandoci il suo ruolo importante nella divulgazione del Vedanta Vaishnava. Per circa un'ora il nostro Maestro espone l'essenza della filosofia Vishishtadvaita Vedanta e le differenze che sussistono rispetto alla Scuola Advaita Vedanta fondata da Shankaracarya.
domenica 27 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VIII
27 febbraio 2011 - Lezione presso il Tempio Tirupati sul tema della famiglia
Questa mattina Shrila Gurudeva ha tenuto una lezione presso il Tempio di Tirupati sull'argomento della famiglia. E' stata un'occasione importante per riflettere su una tematica delicata inerente nello specifico il concetto di responsabilità, che riguarda non solo coloro che hanno fatto una scelta di grihasta ashrama ma anche coloro che hanno scelto la via della rinuncia. “Quel che mi preme e mi sta a cuore condividere con voi, prima di toccare l'argomento per il quale mi è stato chiesto di intervenire, è esprimere la mia profonda gioia e gratitudine per essere qui oggi a parlare di un tema così importante come quello relativo al grihasta ashrama.
Circa 35 anni fa ho avuto la misericordia di incontrare Shrila Prabhupada. Quello è stato sicuramente il giorno più bello e importante della mia vita. Durante il nostro colloquio Shrila Prabhupada pose tutta l'enfasi sulla necessità di diventare devoto, mi suggerì di parlare ai miei amici di questa scelta e di divulgare il sapere della Bhagavad Gita. Alla fine Shrila Prabhupada mi fece una domanda molto diretta: “Any problems?” Io risposi: “Se io sto con Te, Shrila Prabhupada, con questi devoti e in un'atmosfera come questa non ho problemi, ma se torno a casa sì: sto per sposarmi e ho una vita sociale molto intensa, essendo responsabile di sei aziende e membro di diverse associazioni, prevedo molte difficoltà...”.
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VIII
27 febbraio 2011 - Lezione presso il Tempio Tirupati sul tema della famiglia
Questa mattina Shrila Gurudeva ha tenuto una lezione presso il Tempio di Tirupati sull'argomento della famiglia. E' stata un'occasione importante per riflettere su una tematica delicata inerente nello specifico il concetto di responsabilità, che riguarda non solo coloro che hanno fatto una scelta di grihasta ashrama ma anche coloro che hanno scelto la via della rinuncia. “Quel che mi preme e mi sta a cuore condividere con voi, prima di toccare l'argomento per il quale mi è stato chiesto di intervenire, è esprimere la mia profonda gioia e gratitudine per essere qui oggi a parlare di un tema così importante come quello relativo al grihasta ashrama.
Circa 35 anni fa ho avuto la misericordia di incontrare Shrila Prabhupada. Quello è stato sicuramente il giorno più bello e importante della mia vita. Durante il nostro colloquio Shrila Prabhupada pose tutta l'enfasi sulla necessità di diventare devoto, mi suggerì di parlare ai miei amici di questa scelta e di divulgare il sapere della Bhagavad Gita. Alla fine Shrila Prabhupada mi fece una domanda molto diretta: “Any problems?” Io risposi: “Se io sto con Te, Shrila Prabhupada, con questi devoti e in un'atmosfera come questa non ho problemi, ma se torno a casa sì: sto per sposarmi e ho una vita sociale molto intensa, essendo responsabile di sei aziende e membro di diverse associazioni, prevedo molte difficoltà...”.
sabato 26 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte
26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami
Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.
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Diario del Seminario in India del Sud 2011 - VII Parte
26 febbraio 2011 - Kothanda Rama Swami
Il viaggio prosegue con una crescente consapevolezza di tutti i partecipanti. Quello che stiamo vivendo non è un viaggio ordinario, è altresì un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta della nostra identità più intima. E' un viaggio dell'anima. E' interessante osservare le dinamiche che emergono nel corso dei giorni. Le lezioni di Shrila Gurudeva, le visite in luoghi così carichi spiritualmente, le relazioni che si instaurano tra i partecipanti, offrono, nel loro insieme, la possibilità di conoscere i propri limiti, i condizionamenti più profondi e contestualmente la possibilità di eseguire un lavoro di trasformazione e sublimazione. E' quello che sta avvenendo in questi giorni. La giornata è scandita dai tempi del luogo sacro che ci ospita: alle 4.15 l'appuntamento è nel Tempio di Shi Shri Radha Govinda per l'adorazione del mattino con canti spirituali, canto individuale dei santi Nomi, lezione di Shrimad Bhagavatam. Poi colazione tutti insieme.
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venerdì 25 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VI
25 febbraio 2011
ambientamento e visita al tempio di Nammalvar
Chi prima, chi dopo, ciascuno di noi è colto al suo risveglio, fin dalle primissime ore del mattino, da un variegato ambiente sonoro, apparentemente interrotto pur nelle più profonde ore della notte. Si diffondono nell'atmosfera il suono trascendente dei canti offerti alle divinità di Shri Shri Radha Govinda e il fremito delle attività devozionali che si svolgono secondo un ritmo preciso ed incessante. È il tempio stesso, vero e proprio organismo vivente, che produce questi suoi suoni naturali e i servitori del tempio si muovono e agiscono all'interno di un ordine superiore. È proprio l'ordine a cui, come ospiti siamo chiamati ad armonizzarci. Ma come tutti i cambiamenti, anche questo ci prenderà un po' di tempo e non è escluso che dovremo attraversare qualche momento di difficoltà. Dedichiamo il mattino a questo processo di integrazione, e poco a poco tutte le tensioni vengono riassorbite nell'abbraccio misericordioso delle Divinità.
ambientamento e visita al tempio di Nammalvar
Chi prima, chi dopo, ciascuno di noi è colto al suo risveglio, fin dalle primissime ore del mattino, da un variegato ambiente sonoro, apparentemente interrotto pur nelle più profonde ore della notte. Si diffondono nell'atmosfera il suono trascendente dei canti offerti alle divinità di Shri Shri Radha Govinda e il fremito delle attività devozionali che si svolgono secondo un ritmo preciso ed incessante. È il tempio stesso, vero e proprio organismo vivente, che produce questi suoi suoni naturali e i servitori del tempio si muovono e agiscono all'interno di un ordine superiore. È proprio l'ordine a cui, come ospiti siamo chiamati ad armonizzarci. Ma come tutti i cambiamenti, anche questo ci prenderà un po' di tempo e non è escluso che dovremo attraversare qualche momento di difficoltà. Dedichiamo il mattino a questo processo di integrazione, e poco a poco tutte le tensioni vengono riassorbite nell'abbraccio misericordioso delle Divinità.
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - Parte VI
25 febbraio 2011
ambientamento e visita al tempio di Nammalvar
Chi prima, chi dopo, ciascuno di noi è colto al suo risveglio, fin dalle primissime ore del mattino, da un variegato ambiente sonoro, apparentemente interrotto pur nelle più profonde ore della notte. Si diffondono nell'atmosfera il suono trascendente dei canti offerti alle divinità di Shri Shri Radha Govinda e il fremito delle attività devozionali che si svolgono secondo un ritmo preciso ed incessante. È il tempio stesso, vero e proprio organismo vivente, che produce questi suoi suoni naturali e i servitori del tempio si muovono e agiscono all'interno di un ordine superiore. È proprio l'ordine a cui, come ospiti siamo chiamati ad armonizzarci. Ma come tutti i cambiamenti, anche questo ci prenderà un po' di tempo e non è escluso che dovremo attraversare qualche momento di difficoltà. Dedichiamo il mattino a questo processo di integrazione, e poco a poco tutte le tensioni vengono riassorbite nell'abbraccio misericordioso delle Divinità.
ambientamento e visita al tempio di Nammalvar
Chi prima, chi dopo, ciascuno di noi è colto al suo risveglio, fin dalle primissime ore del mattino, da un variegato ambiente sonoro, apparentemente interrotto pur nelle più profonde ore della notte. Si diffondono nell'atmosfera il suono trascendente dei canti offerti alle divinità di Shri Shri Radha Govinda e il fremito delle attività devozionali che si svolgono secondo un ritmo preciso ed incessante. È il tempio stesso, vero e proprio organismo vivente, che produce questi suoi suoni naturali e i servitori del tempio si muovono e agiscono all'interno di un ordine superiore. È proprio l'ordine a cui, come ospiti siamo chiamati ad armonizzarci. Ma come tutti i cambiamenti, anche questo ci prenderà un po' di tempo e non è escluso che dovremo attraversare qualche momento di difficoltà. Dedichiamo il mattino a questo processo di integrazione, e poco a poco tutte le tensioni vengono riassorbite nell'abbraccio misericordioso delle Divinità.
giovedì 24 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - V Parte
24 febbraio 2011
Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati
Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma. Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.
Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati
Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma. Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.
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24 febbraio 2011
Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati
Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma. Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.
Visita a Kanchipuram sulla via verso Tirupati
Stamattina abbiamo lasciato Mahabalipuram, con le sue storie puraniche, le onde del suo oceano, le meraviglie architettoniche e archeologiche dell'epoca d'oro dei Pallava, dinastia i cui re per secoli, dal III al VIII d.C., governarono questi territori come rigorosi rappresentanti del dharma. Il pullman ci conduce verso Kanchipuram, antica capitale Pallava, conosciuta come la città dorata dei templi, per i più di mille templi che una volta la ornavano e impreziosivano: la nostra meta è il grande tempio di Varadaraja, del Signore che è il Re tra coloro che concedono le benedizioni. L'apparizione di questa Divinità è collegata ad una affascinante storia, che è anche la storia della fondazione della città. In questo luogo Brahma adorò Shri Vishnu (Ka-anchi significa proprio adorato da Brahma) e dal fuoco del suo importante sacrificio emerse la forma di Shri Varadaraja. Egli accolse l'invito di Brahma a risiedere in quel luogo e da lì, per la Sua illimitata misericordia, offrire le Sue benedizioni a tutte le persone che si fossero avvicinate per adorarLo.
mercoledì 23 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - IV Parte
23 febbraio 2011
Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar
Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto. Le precedenti volte ero venuto per lavoro, poiché avevo una collaborazione con l'Indian Institute of Technology. Ogni viaggio è sempre stato diverso dal precedente, e anche questo naturalmente lo è. Diverso perché è diverso il gruppo, altre dinamiche, altri luoghi. Diverso perché l'India è un paese in continua trasformazione e cambia proprio a vista d'occhio. Tuttavia si avverte sempre la potenza spirituale che fa da base ad un Cultura particolare, che ha resistito alle tante invasioni di popoli che hanno cercato, senza successo, di imporre nuove visioni.
Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar
Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto. Le precedenti volte ero venuto per lavoro, poiché avevo una collaborazione con l'Indian Institute of Technology. Ogni viaggio è sempre stato diverso dal precedente, e anche questo naturalmente lo è. Diverso perché è diverso il gruppo, altre dinamiche, altri luoghi. Diverso perché l'India è un paese in continua trasformazione e cambia proprio a vista d'occhio. Tuttavia si avverte sempre la potenza spirituale che fa da base ad un Cultura particolare, che ha resistito alle tante invasioni di popoli che hanno cercato, senza successo, di imporre nuove visioni.
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Diario del Seminario in India del Sud 2011 - IV Parte
23 febbraio 2011
Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar
Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto. Le precedenti volte ero venuto per lavoro, poiché avevo una collaborazione con l'Indian Institute of Technology. Ogni viaggio è sempre stato diverso dal precedente, e anche questo naturalmente lo è. Diverso perché è diverso il gruppo, altre dinamiche, altri luoghi. Diverso perché l'India è un paese in continua trasformazione e cambia proprio a vista d'occhio. Tuttavia si avverte sempre la potenza spirituale che fa da base ad un Cultura particolare, che ha resistito alle tante invasioni di popoli che hanno cercato, senza successo, di imporre nuove visioni.
Lezione nel parco e letture dagli Inni degli Alvar
Il tempo passa veloce, il gruppo si sta sempre più unendo, e si pensa già alla prossima visita: domani partiremo per Kanchipuram sulla via verso Tirupati. Durante la mattinata alcuni completano il tour nel sito archeologico di Mahaballipuram, altri si preparano per l'imminente partenza. Personalmente decido di stare nella mia stanza per rivedere i miei appunti di viaggio, archiviare le fotografie, rispondere alla corrispondenza e fare delle riflessioni personali. Questo è il mio quarto viaggio in India con Shrila Gurudeva, il nono in assoluto. Le precedenti volte ero venuto per lavoro, poiché avevo una collaborazione con l'Indian Institute of Technology. Ogni viaggio è sempre stato diverso dal precedente, e anche questo naturalmente lo è. Diverso perché è diverso il gruppo, altre dinamiche, altri luoghi. Diverso perché l'India è un paese in continua trasformazione e cambia proprio a vista d'occhio. Tuttavia si avverte sempre la potenza spirituale che fa da base ad un Cultura particolare, che ha resistito alle tante invasioni di popoli che hanno cercato, senza successo, di imporre nuove visioni.
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martedì 22 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 – III Parte
Pomeriggio: visita al tempio di Vedagirishvara
Nel pomeriggio abbiamo visitato un luogo sacro visitato da Shri Krishna Caitanya Mahaprabhu durante il Suo viaggio nell'India del Sud. Il luogo è noto come Pakshi Tirtha, ed è citato nella Caitanya Caritamrita, Madhya Lila, cap. IX verso 72: paksi-tirtha dekhi' kaila siva darasana Paksi Tirtha dekhi 'Kaila Siva darasana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana “A Pakshi Tirtha Shri Caitanya Mahaprabhu ha visitato il tempio del Signore Shiva. Poi si recò nel luogo di pellegrinaggio di Vriddhakola.” Pakshi tirtha è chiamato anche Tirukadi-kundam e si trova nove miglia a sud est di Cimlipat. È situato a circa centocinquanta metri di altezza sulla catena collinosa nota come Vedagiri o Vedachalam. Qui si trova un tempio dedicato a Shiva e la divinità adorata è chiamata Vedagirishvara.
Nel pomeriggio abbiamo visitato un luogo sacro visitato da Shri Krishna Caitanya Mahaprabhu durante il Suo viaggio nell'India del Sud. Il luogo è noto come Pakshi Tirtha, ed è citato nella Caitanya Caritamrita, Madhya Lila, cap. IX verso 72: paksi-tirtha dekhi' kaila siva darasana Paksi Tirtha dekhi 'Kaila Siva darasana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana “A Pakshi Tirtha Shri Caitanya Mahaprabhu ha visitato il tempio del Signore Shiva. Poi si recò nel luogo di pellegrinaggio di Vriddhakola.” Pakshi tirtha è chiamato anche Tirukadi-kundam e si trova nove miglia a sud est di Cimlipat. È situato a circa centocinquanta metri di altezza sulla catena collinosa nota come Vedagiri o Vedachalam. Qui si trova un tempio dedicato a Shiva e la divinità adorata è chiamata Vedagirishvara.
Diario del Seminario in India del Sud 2011 – III Parte
Pomeriggio: visita al tempio di Vedagirishvara
Nel pomeriggio abbiamo visitato un luogo sacro visitato da Shri Krishna Caitanya Mahaprabhu durante il Suo viaggio nell'India del Sud. Il luogo è noto come Pakshi Tirtha, ed è citato nella Caitanya Caritamrita, Madhya Lila, cap. IX verso 72: paksi-tirtha dekhi' kaila siva darasana Paksi Tirtha dekhi 'Kaila Siva darasana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana “A Pakshi Tirtha Shri Caitanya Mahaprabhu ha visitato il tempio del Signore Shiva. Poi si recò nel luogo di pellegrinaggio di Vriddhakola.” Pakshi tirtha è chiamato anche Tirukadi-kundam e si trova nove miglia a sud est di Cimlipat. È situato a circa centocinquanta metri di altezza sulla catena collinosa nota come Vedagiri o Vedachalam. Qui si trova un tempio dedicato a Shiva e la divinità adorata è chiamata Vedagirishvara.
Nel pomeriggio abbiamo visitato un luogo sacro visitato da Shri Krishna Caitanya Mahaprabhu durante il Suo viaggio nell'India del Sud. Il luogo è noto come Pakshi Tirtha, ed è citato nella Caitanya Caritamrita, Madhya Lila, cap. IX verso 72: paksi-tirtha dekhi' kaila siva darasana Paksi Tirtha dekhi 'Kaila Siva darasana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana vrddhakola-tirthe tabe karila gamana “A Pakshi Tirtha Shri Caitanya Mahaprabhu ha visitato il tempio del Signore Shiva. Poi si recò nel luogo di pellegrinaggio di Vriddhakola.” Pakshi tirtha è chiamato anche Tirukadi-kundam e si trova nove miglia a sud est di Cimlipat. È situato a circa centocinquanta metri di altezza sulla catena collinosa nota come Vedagiri o Vedachalam. Qui si trova un tempio dedicato a Shiva e la divinità adorata è chiamata Vedagirishvara.
lunedì 21 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - II Parte
21 febbraio 2011
Mattino: visita al sito archeologico di Mahabalipuram e lezione nel parco.
La mattina del primo giorno pieno del nostro soggiorno a Mahabalipuram inizia con il canto del Santo Nome sulla spiaggia di fronte all'Hotel che ci ospita. Da li è possibile meditare con lo sfondo di un tempio millenario, lo Shore Temple, che i ricercatori datano VII secolo d.C. Dopo la colazione ci dirigiamo presso uno dei luoghi archeologici forse più importanti dell'intera India, dove risiedono reperti di grande valore artistico, come ad esempio l'Arjuna Penance (Le ascesi di Arjuna), un basso rilievo direttamente scolpito nella roccia che raffigura la creazione e la discesa di Ganga Devi sulla terra. Ci introduce al luogo Mukundacandra Prabhu, con notizie e dettagli davvero notevoli. Tutti i partecipanti apprezzano e ringraziano. Più tardi ci dirigiamo verso il parco interno, dove Shrila Gurudeva tiene la lezione. “Nel Bhagavatam è detto che tutto ciò che riguarda Krishna è di buon auspicio, ovvero attraverso l'ascolto di avventure che riguardano il Signore e glorificando le Sue opere, la nostra mente si armonizza con la Mente universale. L'individuo si armonizza al Supremo: l'io a Dio.
Mattino: visita al sito archeologico di Mahabalipuram e lezione nel parco.
La mattina del primo giorno pieno del nostro soggiorno a Mahabalipuram inizia con il canto del Santo Nome sulla spiaggia di fronte all'Hotel che ci ospita. Da li è possibile meditare con lo sfondo di un tempio millenario, lo Shore Temple, che i ricercatori datano VII secolo d.C. Dopo la colazione ci dirigiamo presso uno dei luoghi archeologici forse più importanti dell'intera India, dove risiedono reperti di grande valore artistico, come ad esempio l'Arjuna Penance (Le ascesi di Arjuna), un basso rilievo direttamente scolpito nella roccia che raffigura la creazione e la discesa di Ganga Devi sulla terra. Ci introduce al luogo Mukundacandra Prabhu, con notizie e dettagli davvero notevoli. Tutti i partecipanti apprezzano e ringraziano. Più tardi ci dirigiamo verso il parco interno, dove Shrila Gurudeva tiene la lezione. “Nel Bhagavatam è detto che tutto ciò che riguarda Krishna è di buon auspicio, ovvero attraverso l'ascolto di avventure che riguardano il Signore e glorificando le Sue opere, la nostra mente si armonizza con la Mente universale. L'individuo si armonizza al Supremo: l'io a Dio.
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - II Parte
21 febbraio 2011
Mattino: visita al sito archeologico di Mahabalipuram e lezione nel parco.
La mattina del primo giorno pieno del nostro soggiorno a Mahabalipuram inizia con il canto del Santo Nome sulla spiaggia di fronte all'Hotel che ci ospita. Da li è possibile meditare con lo sfondo di un tempio millenario, lo Shore Temple, che i ricercatori datano VII secolo d.C. Dopo la colazione ci dirigiamo presso uno dei luoghi archeologici forse più importanti dell'intera India, dove risiedono reperti di grande valore artistico, come ad esempio l'Arjuna Penance (Le ascesi di Arjuna), un basso rilievo direttamente scolpito nella roccia che raffigura la creazione e la discesa di Ganga Devi sulla terra. Ci introduce al luogo Mukundacandra Prabhu, con notizie e dettagli davvero notevoli. Tutti i partecipanti apprezzano e ringraziano. Più tardi ci dirigiamo verso il parco interno, dove Shrila Gurudeva tiene la lezione. “Nel Bhagavatam è detto che tutto ciò che riguarda Krishna è di buon auspicio, ovvero attraverso l'ascolto di avventure che riguardano il Signore e glorificando le Sue opere, la nostra mente si armonizza con la Mente universale. L'individuo si armonizza al Supremo: l'io a Dio.
Mattino: visita al sito archeologico di Mahabalipuram e lezione nel parco.
La mattina del primo giorno pieno del nostro soggiorno a Mahabalipuram inizia con il canto del Santo Nome sulla spiaggia di fronte all'Hotel che ci ospita. Da li è possibile meditare con lo sfondo di un tempio millenario, lo Shore Temple, che i ricercatori datano VII secolo d.C. Dopo la colazione ci dirigiamo presso uno dei luoghi archeologici forse più importanti dell'intera India, dove risiedono reperti di grande valore artistico, come ad esempio l'Arjuna Penance (Le ascesi di Arjuna), un basso rilievo direttamente scolpito nella roccia che raffigura la creazione e la discesa di Ganga Devi sulla terra. Ci introduce al luogo Mukundacandra Prabhu, con notizie e dettagli davvero notevoli. Tutti i partecipanti apprezzano e ringraziano. Più tardi ci dirigiamo verso il parco interno, dove Shrila Gurudeva tiene la lezione. “Nel Bhagavatam è detto che tutto ciò che riguarda Krishna è di buon auspicio, ovvero attraverso l'ascolto di avventure che riguardano il Signore e glorificando le Sue opere, la nostra mente si armonizza con la Mente universale. L'individuo si armonizza al Supremo: l'io a Dio.
sabato 19 febbraio 2011
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - I Parte
di Andrea Boni (Anantadeva das) e F. Fittipaldi (Mukundacandra das)
Questa mattina ci siamo svegliati per partire molto presto. Appuntamento alle ore 8:00 in direzione Venezia. Inizia così un nuovo bellissimo viaggio sulle orme di Shri Caitanya Mahaprabhu. Lungo il viaggio in macchina cantiamo la preghiera di Guru Puja, la preghiera al Signore Nirsimha, la preghiera ai sei Goswami di Vrindavana. Poi ognuno di noi si assorbe nel Canto dei Santi Nomi, per trovare la concentrazione giusta per affrontare un viaggio impegnativo ed ispirante allo stesso tempo. Ora siamo all'aeroporto in attesa di incontrare i partecipanti al Viaggio.
Questa mattina ci siamo svegliati per partire molto presto. Appuntamento alle ore 8:00 in direzione Venezia. Inizia così un nuovo bellissimo viaggio sulle orme di Shri Caitanya Mahaprabhu. Lungo il viaggio in macchina cantiamo la preghiera di Guru Puja, la preghiera al Signore Nirsimha, la preghiera ai sei Goswami di Vrindavana. Poi ognuno di noi si assorbe nel Canto dei Santi Nomi, per trovare la concentrazione giusta per affrontare un viaggio impegnativo ed ispirante allo stesso tempo. Ora siamo all'aeroporto in attesa di incontrare i partecipanti al Viaggio.
Diario del Seminario in India del Sud 2011 - I Parte
di Andrea Boni (Anantadeva das) e F. Fittipaldi (Mukundacandra das)
Questa mattina ci siamo svegliati per partire molto presto. Appuntamento alle ore 8:00 in direzione Venezia. Inizia così un nuovo bellissimo viaggio sulle orme di Shri Caitanya Mahaprabhu. Lungo il viaggio in macchina cantiamo la preghiera di Guru Puja, la preghiera al Signore Nirsimha, la preghiera ai sei Goswami di Vrindavana. Poi ognuno di noi si assorbe nel Canto dei Santi Nomi, per trovare la concentrazione giusta per affrontare un viaggio impegnativo ed ispirante allo stesso tempo. Ora siamo all'aeroporto in attesa di incontrare i partecipanti al Viaggio.
Questa mattina ci siamo svegliati per partire molto presto. Appuntamento alle ore 8:00 in direzione Venezia. Inizia così un nuovo bellissimo viaggio sulle orme di Shri Caitanya Mahaprabhu. Lungo il viaggio in macchina cantiamo la preghiera di Guru Puja, la preghiera al Signore Nirsimha, la preghiera ai sei Goswami di Vrindavana. Poi ognuno di noi si assorbe nel Canto dei Santi Nomi, per trovare la concentrazione giusta per affrontare un viaggio impegnativo ed ispirante allo stesso tempo. Ora siamo all'aeroporto in attesa di incontrare i partecipanti al Viaggio.
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