Visualizzazione post con etichetta trekking. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trekking. Mostra tutti i post
mercoledì 17 novembre 2010
Trekking spirituale dull’Himalaya – XIII parte
19 Hotel Dipin, giornata di attesa, ha piovuto tutta la notte e tutta la notte ho sognato Gurudeva e i confratelli, piove ininterrottamente da 48 ore, la Yamuna si è trasformata in una corsa di tori inferociti e mugghianti e fa impressione, continua a crescere ed ora riceve acqua da un nuovo affluente che è la strada di Syani Chatti che si è trasformata in un torrentello, parte una squadra di giovani con i bastoni alla ricerca dell'indiano finito ieri nel fiume. Facciamo continui briefing ma dipendiamo da Indra, deva della pioggia. La montagna continua a franare e la strada che scende a Barkot è interrotta in più punti, una trentina di persone che aveva tentato l'avventura devono rientrare perché la corriera è intrappolata fra due frane e partono dei conducenti con i muli per recuperare i bagagli.
Siamo a tavola per il pranzo che è un po' ripetitivo ma per noi va bene, per i francesi un po' meno infatti al mattino il più anziano aveva chiesto a Keshava cosa diceva di mangiare un ossobuco, quando sentiamo delle grida provenire dalla strada di là dal fiume, usciamo e vediamo alcune persone che corrono per evitare dei massi che franano dal costone ripido della montagna, alcuni sono grandi come i tavoli del ristorante.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
himalaya,
india,
marco ferrini,
matsya,
matsyavatara,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – XIII parte
19 Hotel Dipin, giornata di attesa, ha piovuto tutta la notte e tutta la notte ho sognato Gurudeva e i confratelli, piove ininterrottamente da 48 ore, la Yamuna si è trasformata in una corsa di tori inferociti e mugghianti e fa impressione, continua a crescere ed ora riceve acqua da un nuovo affluente che è la strada di Syani Chatti che si è trasformata in un torrentello, parte una squadra di giovani con i bastoni alla ricerca dell'indiano finito ieri nel fiume. Facciamo continui briefing ma dipendiamo da Indra, deva della pioggia. La montagna continua a franare e la strada che scende a Barkot è interrotta in più punti, una trentina di persone che aveva tentato l'avventura devono rientrare perché la corriera è intrappolata fra due frane e partono dei conducenti con i muli per recuperare i bagagli.
Siamo a tavola per il pranzo che è un po' ripetitivo ma per noi va bene, per i francesi un po' meno infatti al mattino il più anziano aveva chiesto a Keshava cosa diceva di mangiare un ossobuco, quando sentiamo delle grida provenire dalla strada di là dal fiume, usciamo e vediamo alcune persone che corrono per evitare dei massi che franano dal costone ripido della montagna, alcuni sono grandi come i tavoli del ristorante.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
himalaya,
india,
marco ferrini,
matsya,
matsyavatara,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – XI parte
Giovedì 16 mattina, rifatti i bagagli e sistemati sulla jeep torniamo da Chandan; c'è anche un bancario che dall'alto della sua posizione sociale ci elargisce le rupie in cambio dei nostri euro, sfoggia oro alle dita e al polso, ha la camicia dentro i pantaloni e i capelli neri e lisci che sembrano impomatati. I nostri portatori, che rivedo con piacere, sono in gioiosa attesa della mancia, sono in gruppo ma rivedo le diverse personalità che avevo imparato a distinguere. Con quante vite ci siamo incrociati in questa manciata di giorni! Con quanto vissuto! E quanto rispetto devo imparare ad avere per gli altri! Rupie, baci e abbracci e la sensazione di lasciarci alle spalle buone relazioni tranne forse che per il coordinatore dei portatori, un ragazzo minuto, molto svelto, che sperava qualcosa in più.
Partiamo con una jeep 4x4 diretti a Janki Chatti per la seconda parte del viaggio. La giornata è soleggiata e fa sperare bene, ci hanno già avvertiti che dove andremo diverse strade sono danneggiate, ma percorribili.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
india,
marco ferrini,
matsyavatara,
shiva,
Tapovan,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – XI parte
Giovedì 16 mattina, rifatti i bagagli e sistemati sulla jeep torniamo da Chandan; c'è anche un bancario che dall'alto della sua posizione sociale ci elargisce le rupie in cambio dei nostri euro, sfoggia oro alle dita e al polso, ha la camicia dentro i pantaloni e i capelli neri e lisci che sembrano impomatati. I nostri portatori, che rivedo con piacere, sono in gioiosa attesa della mancia, sono in gruppo ma rivedo le diverse personalità che avevo imparato a distinguere. Con quante vite ci siamo incrociati in questa manciata di giorni! Con quanto vissuto! E quanto rispetto devo imparare ad avere per gli altri! Rupie, baci e abbracci e la sensazione di lasciarci alle spalle buone relazioni tranne forse che per il coordinatore dei portatori, un ragazzo minuto, molto svelto, che sperava qualcosa in più.
Partiamo con una jeep 4x4 diretti a Janki Chatti per la seconda parte del viaggio. La giornata è soleggiata e fa sperare bene, ci hanno già avvertiti che dove andremo diverse strade sono danneggiate, ma percorribili.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
india,
marco ferrini,
matsyavatara,
shiva,
Tapovan,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – X parte
Al mattino iniziamo la ripida discesa salutando con il cuore Tapovan, i sadhu nei loro ripari e lo Shivalinga che ormai non riusciamo più a vedere. Dobbiamo proprio partire, Yamunotri, la seconda meta, ci sta chiamando. Scendiamo rapidamente per il sentiero ripido attraversiamo la morena che non permette distrazioni e quando arriviamo all'ultimo salto di roccia diverse scariche di sassi accompagnati dai tipici fischi e tonfi richiamano la nostra attenzione; è la montagna che ci saluta. I sassi finiscono in una valletta vicino al sentiero. Questo è anche l'ultimo punto per riprendere dall'alto il fronte terminale del ghiacciaio e Keshava è al lavoro. E’ uno spettacolo indimenticabile, siamo davanti alla forza della natura, la parete di ghiaccio vivo si estende frastagliata ad anfiteatro, pinnacoli di ghiaccio dai riflessi verdastri sembrano sul punto di cadere dall'alto da un momento all'altro nell'acqua gelida e qualche masso della morena sceglie di fare il grande salto proprio ora.
Etichette:
Bhagirati,
Devaprayag,
Diari di viaggio,
gange,
Gangotri,
Kedarnath,
marco ferrini,
Spiritualità,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – X parte
Al mattino iniziamo la ripida discesa salutando con il cuore Tapovan, i sadhu nei loro ripari e lo Shivalinga che ormai non riusciamo più a vedere. Dobbiamo proprio partire, Yamunotri, la seconda meta, ci sta chiamando. Scendiamo rapidamente per il sentiero ripido attraversiamo la morena che non permette distrazioni e quando arriviamo all'ultimo salto di roccia diverse scariche di sassi accompagnati dai tipici fischi e tonfi richiamano la nostra attenzione; è la montagna che ci saluta. I sassi finiscono in una valletta vicino al sentiero. Questo è anche l'ultimo punto per riprendere dall'alto il fronte terminale del ghiacciaio e Keshava è al lavoro. E’ uno spettacolo indimenticabile, siamo davanti alla forza della natura, la parete di ghiaccio vivo si estende frastagliata ad anfiteatro, pinnacoli di ghiaccio dai riflessi verdastri sembrano sul punto di cadere dall'alto da un momento all'altro nell'acqua gelida e qualche masso della morena sceglie di fare il grande salto proprio ora.
Etichette:
Bhagirati,
Devaprayag,
Diari di viaggio,
gange,
Gangotri,
Kedarnath,
marco ferrini,
Spiritualità,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – VIII parte
L'arrivo a Gomuck è un momento impressionante: il fronte del ghiacciaio alto un centinaio di metri è grigiastro con riflessi neri, verdi e azzurri, alla base c'è quello che sembra un lago dentro cui di tanto in tanto cadono pezzi di ghiaccio e dopo duecento metri l'acqua è già in movimento verso valle con la vivacità di un torrente. Qui, con il gamca ai fianchi, ci immergiamo nell'acqua fredda con un rito che molti prima di noi hanno eseguito. Il pensiero va al Maestro Marco Ferrini, ai confratelli, rivedo mio padre e mia madre, gli amici che sapevano del viaggio, è un momento da condividere interiormente mentre lascio che l’acqua mi scorra sopra il corpo. Immergiamo nella corrente dei fili braminici acquistati a Gangotri, prendiamo un po' d'acqua e dei sassolini da portare con noi, ci rivestiamo che siamo quasi asciutti grazie al sole uscito per l'occasione e ripartiamo per la parte più impegnativa. Un gruppo di indiani seduto dietro di noi assiste divertito a tutta la scena.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
maestro,
marco ferrini,
seminario,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – VIII parte
L'arrivo a Gomuck è un momento impressionante: il fronte del ghiacciaio alto un centinaio di metri è grigiastro con riflessi neri, verdi e azzurri, alla base c'è quello che sembra un lago dentro cui di tanto in tanto cadono pezzi di ghiaccio e dopo duecento metri l'acqua è già in movimento verso valle con la vivacità di un torrente. Qui, con il gamca ai fianchi, ci immergiamo nell'acqua fredda con un rito che molti prima di noi hanno eseguito. Il pensiero va al Maestro Marco Ferrini, ai confratelli, rivedo mio padre e mia madre, gli amici che sapevano del viaggio, è un momento da condividere interiormente mentre lascio che l’acqua mi scorra sopra il corpo. Immergiamo nella corrente dei fili braminici acquistati a Gangotri, prendiamo un po' d'acqua e dei sassolini da portare con noi, ci rivestiamo che siamo quasi asciutti grazie al sole uscito per l'occasione e ripartiamo per la parte più impegnativa. Un gruppo di indiani seduto dietro di noi assiste divertito a tutta la scena.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
maestro,
marco ferrini,
seminario,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – VII parte
E' il 10, finalmente si parte: i carichi sono suddivisi fra i portatori, noi abbiamo lo zaino personale di una decina di chili, un portatore resterà sempre con noi perché ha l'attrezzatura per le riprese, con noi sarà anche la guida Mr. Rana. E' un uomo sui quaranta, una persona squisita, distinta, con un alone di tristezza, farà tutto il trekking con un ombrellino e una borsa di plastica in mano che contiene parte del suo bagaglio, gli altri portatori sono sempre avanti a noi per preparare il campo con le tende e perché nonostante il carico e gli infradito camminano più spediti di noi. Ogni ora circa ci fermiamo per le riprese.
Questo primo tratto di trekking è un comodo e godibilissimo sentiero in mezzo ad alberi secolari che si faranno via via più radi per mostrare meglio la valle che si sta allargando.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
Gangotri,
Gomuck,
Kedarnath,
marco ferrini,
Tapovan,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010)
Trekking spirituale dull’Himalaya – VII parte
E' il 10, finalmente si parte: i carichi sono suddivisi fra i portatori, noi abbiamo lo zaino personale di una decina di chili, un portatore resterà sempre con noi perché ha l'attrezzatura per le riprese, con noi sarà anche la guida Mr. Rana. E' un uomo sui quaranta, una persona squisita, distinta, con un alone di tristezza, farà tutto il trekking con un ombrellino e una borsa di plastica in mano che contiene parte del suo bagaglio, gli altri portatori sono sempre avanti a noi per preparare il campo con le tende e perché nonostante il carico e gli infradito camminano più spediti di noi. Ogni ora circa ci fermiamo per le riprese.
Questo primo tratto di trekking è un comodo e godibilissimo sentiero in mezzo ad alberi secolari che si faranno via via più radi per mostrare meglio la valle che si sta allargando.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
Gangotri,
Gomuck,
Kedarnath,
marco ferrini,
Tapovan,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010)
Trekking spirituale dull’Himalaya – V parte
Oggi sette settembre partenza alle 11.00 dall'ufficio di Mr. Chandan diretti ai 3300 m. di Gangotri. In assoluto la strada più pericolosa che io abbia mai percorso: precipizi, smottamenti, frane, la jeep che pattina nel fango (non é una 4x4 ed ha le gomme abbastanza lisce). Lungo tutto il percorso ci accompagnano cartelli stradali ameni (quando riusciamo a leggerli) del tipo: “drive not fly”. Dal bordo stradale sempre senza protezione e spesso franato, si vede il fiume Bhagirati piccolo, piccolo in fondo alla valle. Per la maggior parte del viaggio é come fare la valle a volo d'uccello, la sicurezza della strada ed il codice sono un’astrazione, le stesse leggi della fisica in certi momenti mi sembrano sospese, come quando in una curva a destra avevamo le ruote di destra mezze fuori; ci ha sostenuto la forza centrifuga o la volontà di andare avanti.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
india,
marco ferrini,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – V parte
Oggi sette settembre partenza alle 11.00 dall'ufficio di Mr. Chandan diretti ai 3300 m. di Gangotri. In assoluto la strada più pericolosa che io abbia mai percorso: precipizi, smottamenti, frane, la jeep che pattina nel fango (non é una 4x4 ed ha le gomme abbastanza lisce). Lungo tutto il percorso ci accompagnano cartelli stradali ameni (quando riusciamo a leggerli) del tipo: “drive not fly”. Dal bordo stradale sempre senza protezione e spesso franato, si vede il fiume Bhagirati piccolo, piccolo in fondo alla valle. Per la maggior parte del viaggio é come fare la valle a volo d'uccello, la sicurezza della strada ed il codice sono un’astrazione, le stesse leggi della fisica in certi momenti mi sembrano sospese, come quando in una curva a destra avevamo le ruote di destra mezze fuori; ci ha sostenuto la forza centrifuga o la volontà di andare avanti.
Etichette:
centro studi bhaktivedanta,
Diari di viaggio,
ganga,
india,
marco ferrini,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – IV parte
Dopo numerosi tentativi riusciamo a contattare Mr Chandan che ci ha promesso la jeep che ci porterà ad Uttarkashi. Con una puntualità insolita l'autista alle otto si trova davanti all'albergo con la macchina pronta. E' il momento dei saluti. Il Maestro ci da le sue benedizioni, i confratelli ci salutano e in un istante siamo in viaggio, da soli, verso la meta. Abbiamo visto le foto dei posti dove andremo, li abbiamo già sorvolati con Google Earth ma rimangono ignoti, luoghi da scoprire passo dopo passo pensando a chi prima di noi ha calcato quella polvere. Il primo incontro é con dei giganteschi e sgraziati avvoltoi che all'arrivo della jeep si alzano in volo e diventano elegantissimi. Con le ali enormi dispiegate veleggiano senza il minimo sforzo, osservandoci.
Etichette:
Diari di viaggio,
gange,
himalaya,
keshava,
Madhumangala,
marco ferrini,
spirituale,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull’Himalaya – IV parte
Dopo numerosi tentativi riusciamo a contattare Mr Chandan che ci ha promesso la jeep che ci porterà ad Uttarkashi. Con una puntualità insolita l'autista alle otto si trova davanti all'albergo con la macchina pronta. E' il momento dei saluti. Il Maestro ci da le sue benedizioni, i confratelli ci salutano e in un istante siamo in viaggio, da soli, verso la meta. Abbiamo visto le foto dei posti dove andremo, li abbiamo già sorvolati con Google Earth ma rimangono ignoti, luoghi da scoprire passo dopo passo pensando a chi prima di noi ha calcato quella polvere. Il primo incontro é con dei giganteschi e sgraziati avvoltoi che all'arrivo della jeep si alzano in volo e diventano elegantissimi. Con le ali enormi dispiegate veleggiano senza il minimo sforzo, osservandoci.
Etichette:
Diari di viaggio,
gange,
himalaya,
keshava,
Madhumangala,
marco ferrini,
spirituale,
trekking,
Trekking spirituale sulle vette dell'Himlaya (2010),
viaggi dell'anima,
yoga
Trekking spirituale dull'Himalaya - II parte
SECONDA PARTE
L'indomani riprese sul Gange da entrambe le rive e salita di sette o otto piani alla torre di Shiva a cui si arriva per mezzo di un sentiero di cemento coperto di muschio, molto scivoloso. Ogni giro di scale ha una campana appesa che viene suonata dal pellegrino che vi sale ed é tutto un festoso annunciarsi in preparazione del puja a Shiva che avviene in un tempio strettissimo posto all'ultimo piano da cui si gode un panorama maestoso: il Gange, da lassù sembra calmo, si snoda pigramente con ampie anse fra le colline e le campagne e il verde scuro é punteggiato di case e templi. Le nuvole basse danno profondità e lo sguardo corre lontano ad osservare altri rilievi che si susseguono come le quinte di un teatro. Quanta storia, quante genti sono passate! Venendo ne abbiamo osservato un campionario fra i negozietti lungo i ghats, abbiamo visto i gioiosi e quelli curvi sotto il peso della loro vita, i furbi, gli onesti, i pavidi e i coraggiosi, quelli al limite della sopravvivenza e quelli con gli ori addosso e il senso del possesso negli occhi. Duemila anni fa lo spettacolo doveva essere uguale: umanità che portava e porta gli omaggi allo splendido Shiva in meditazione dentro il Gange.
Trekking spirituale dull'Himalaya - II parte
SECONDA PARTE
L'indomani riprese sul Gange da entrambe le rive e salita di sette o otto piani alla torre di Shiva a cui si arriva per mezzo di un sentiero di cemento coperto di muschio, molto scivoloso. Ogni giro di scale ha una campana appesa che viene suonata dal pellegrino che vi sale ed é tutto un festoso annunciarsi in preparazione del puja a Shiva che avviene in un tempio strettissimo posto all'ultimo piano da cui si gode un panorama maestoso: il Gange, da lassù sembra calmo, si snoda pigramente con ampie anse fra le colline e le campagne e il verde scuro é punteggiato di case e templi. Le nuvole basse danno profondità e lo sguardo corre lontano ad osservare altri rilievi che si susseguono come le quinte di un teatro. Quanta storia, quante genti sono passate! Venendo ne abbiamo osservato un campionario fra i negozietti lungo i ghats, abbiamo visto i gioiosi e quelli curvi sotto il peso della loro vita, i furbi, gli onesti, i pavidi e i coraggiosi, quelli al limite della sopravvivenza e quelli con gli ori addosso e il senso del possesso negli occhi. Duemila anni fa lo spettacolo doveva essere uguale: umanità che portava e porta gli omaggi allo splendido Shiva in meditazione dentro il Gange.
Iscriviti a:
Post (Atom)